Morti sul lavoro, Bonelli: “A Rimini un’altra vittima di una strage continua. Basta cordoglio di Stato: servono prevenzione, controlli e ispettori”

Bonelli
«Un operaio di 59 anni è morto oggi a Rimini precipitando da un’impalcatura. Esprimo cordoglio alla famiglia e ai colleghi, ma di fronte all’ennesima morte sul lavoro le parole non bastano più: questa è una strage continua.

Nei primi sette mesi del 2026 sono morte sul lavoro 595 persone: 430 durante l’attività lavorativa e 165 nel tragitto casa-lavoro, quasi tre al giorno. Nel primo semestre, rispetto al 2023, i decessi sono aumentati del 7,1%, passando da 450 a 482.

Non è fatalità: servono prevenzione, sicurezza e controlli. Eppure, nonostante gli annunci del governo, il personale ispettivo complessivo di INL, INPS, INAIL e Carabinieri è sceso da 4.585 unità a fine 2024 a 4.366 a fine 2025: 219 ispettori in meno. Gli ispettori civili INL sono diminuiti da 3.160 a 2.969.

Servono controlli capillari nei cantieri e nelle aziende, più ispettori operativi, formazione, prevenzione e sanzioni severe per chi risparmia sulla vita dei lavoratori. Morire lavorando non è una fatalità né la normalità: il governo Meloni smetta con gli annunci e faccia della sicurezza sul lavoro un’emergenza nazionale».

Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.