Ucraina, Bonelli (AVS) a il manifesto: «Sulle armi non servono aut aut. L’Europa cambi postura e apra la strada al negoziato»

«Sulle armi all’Ucraina non servono aut aut. Ridurre il confronto all’alternativa tra armi sì e armi no è sbagliato: la questione va inserita nel contesto internazionale, segnato da conflitti, riarmo e instabilità, a partire dal Medio Oriente».

Lo afferma Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, in un’intervista a il manifesto. Bonelli ribadisce che «la Russia ha violato il diritto internazionale ed è giusto sanzionarla e condannarla», ma invita a interrogarsi sull’efficacia delle strategie adottate: «L’Europa deve cambiare postura. È più utile continuare a inviare armi o nominare un mediatore europeo per verificare concretamente ogni possibilità di negoziato?».

Bonelli chiede anche «maggiore trasparenza» sulle forniture militari italiane a Kiev: «Quali armi abbiamo mandato? Altri Paesi lo dicono. L’Ucraina è ormai autonoma nella produzione di droni e dispone di grandi capacità in questo settore».

Secondo il leader ecologista, occorre invece sostenere con forza la ricostruzione dell’Ucraina, «anche utilizzando gli asset degli oligarchi russi, perché i danni di guerra si pagano». Sul rispetto del diritto internazionale, Bonelli chiede coerenza: «Non servono doppi standard tra le sanzioni alla Russia e il rapporto con il governo Netanyahu. Dobbiamo aiutare il popolo palestinese e isolare Netanyahu».

«L’Unione europea deve rimettere al centro il diritto internazionale e superare la contrapposizione militare che ha portato al Rearm EU. La guerra non può continuare all’infinito. Cercare una soluzione negoziale non significa darla vinta a Putin, ma riconoscere la necessità di cambiare registro e restituire all’Europa un ruolo politico».

Quanto al campo progressista, Bonelli si dice fiducioso: «Riusciremo a trovare una sintesi importante e a fare passi avanti. Il punto è indicare una strada politica per costruire la pace».