“La morte di Salvatore Calignano, trovato agonizzante in una strada isolata di Caivano, ci addolora e ci indigna. Alla moglie e ai familiari va il nostro forte abbraccio. Se le indagini confermeranno che, dopo un incidente sul lavoro, quest’uomo di 61 anni è stato abbandonato in strada invece di essere soccorso, saremmo davanti a un atto di disumanità assoluta, come accadde a Satnam Singh: un lavoratore trattato come un peso di cui liberarsi. Confidiamo nella Procura di Napoli Nord e nei carabinieri perché siano accertate presto tutte le responsabilità”. Lo dichiara Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.
“In Campania, ricorda la Uil, i morti sul lavoro sono già 59 dall’inizio dell’anno. Non è fatalità: è il prezzo di lavoro nero, ricatti e controlli insufficienti. Il cordoglio non basta più: servono il reato di omicidio sul lavoro, una procura nazionale dedicata, più ispettori e più prevenzione. Il governo passi dalle parole ai fatti. Sosteniamo la scelta di Cgil e Uil di costituirsi parte civile: la sicurezza di chi lavora non è un costo, è un diritto”. Spiega Zabatta, che conclude:
“Ho tenuto al condizionale l’ipotesi dell’abbandono, perché le indagini sono in corso. In caso di repliche, chi è contrario al nuovo reato obietta che l’omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche esiste già (art. 589 c.p.) e che la priorità sono prevenzione e controlli.”


