Sanità privata, AVS: disparità ingiuste e insopportabili con settore pubblico. Contratti scaduti da anni, interrogazione ai ministri Calderone e Schillaci

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“Da oltre otto anni il contratto del personale della sanità privata accreditata e da oltre quattordici anni quello delle RSA sono scaduti: oltre 300 mila lavoratrici e lavorati subiscono le conseguenze di questo assurdo ritardo. Chiediamo che l’incremento dei valori delle tariffe pubbliche e ogni ulteriore finanziamento alle strutture sanitarie e sociosanitarie private accreditate siano basati sulla piena applicazione dei contratti collettivi nazionali. Chiediamo inoltre una modifica della disciplina dell’accreditamento prevedendo come requisito obbligatorio il rispetto dei contratti nazionali, il rinnovo di quelli scaduti e il regolare pagamento delle retribuzioni al personale dipendente”. E’ quanto affermano i deputati di AVS Luana Zanella, capogruppo alla Camera, e Filiberto Zaratti in una interrogazione ai ministri del Lavoro e della Sanità. “Il Governo si muova”, dicono, “affinché siano rinnovati i contratti, anche per rimuovere l’esclusione del personale della sanità privata accreditata e delle RSA dall’indennità di vacanza contrattuale prevista dal decreto cosiddetto Lavoro dello scorso maggio: questa evidente disparità di trattamento rispetto agli altri lavoratori del comparto sanitario va rimossa. Ricordiamo che, secondo le organizzazioni sindacali, il differenziale retributivo per il personale infermieristico, ad esempio, raggiunge circa 500 euro mensili rispetto ai colleghi del settore pubblico. Preoccupa che nel corso del recente confronto promosso dalla Conferenza delle Regioni, alla presenza del Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, del Coordinatore della commissione salute e del Capo di Gabinetto del Ministro della salute, sia stata prospettata l’ipotesi di inserire nel cosiddetto decreto PA un incremento dei valori delle tariffe pubbliche indipendentemente dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali, mentre particolare preoccupazione ha suscitato l’approvazione di una norma nel citato decreto dello scorso 1° maggio che esclude il personale della sanità privata accreditata e delle RSA dall’indennità di vacanza contrattuale”, concludono Zanella e Zaratti.