Bonelli: “Seveso ci ricorda che in Italia chi inquina non paga”

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A cinquant’anni dal disastro di Seveso, la memoria deve trasformarsi in responsabilità.
In Italia il principio “chi inquina paga e bonifica” non viene applicato perché si privatizzano i profitti e si socializzano l’inquinamento e le perdite.
Quella tragedia ha cambiato la storia della tutela ambientale e della sicurezza industriale in Europa, dimostrando che prevenzione e controlli non sono un costo, ma un diritto fondamentale.

Le parole pronunciate oggi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiamano tutti a una responsabilità ancora attuale. Ha ricordato l’“intollerabile irresponsabilità” dei vertici aziendali, le reticenze e gli occultamenti che ritardarono la consapevolezza della gravità dell’incidente: una lezione che non possiamo dimenticare.

Dalla tragedia di Seveso è nata la Direttiva europea che porta il suo nome, un pilastro della sicurezza industriale. Oggi, di fronte alla crisi climatica e ai rischi ambientali, è indispensabile rafforzare prevenzione, controlli, bonifiche e trasparenza.

Al 2025 ammontano a 992 gli anni totali di ritardo complessivo accumulato dal Paese per la mancata bonifica dei 42 Siti di interesse nazionale altamente inquinanti. Parliamo di aree, con 148 mila ettari a terra e 78 mila ettari a mare, che risultano ancora gravemente inquinate.

Ricordare Seveso significa difendere la salute, l’ambiente e il diritto dei cittadini a non pagare mai più il prezzo dell’irresponsabilità e dell’occultamento.”

Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.