«Il femminicidio va contrastato sul piano penale, con norme efficaci e certezza della pena, ma anche e soprattutto sul piano culturale. Non bastano le leggi se non cambiamo la cultura che porta un uomo a considerare una donna un oggetto di cui disporre, fino a ucciderla.
Per questo l’educazione affettiva nelle scuole è fondamentale, non un tema accessorio o divisivo. Il rispetto delle donne, il riconoscimento del limite, la capacità di accettare un rifiuto senza trasformarlo in rabbia e violenza si imparano da bambini, a scuola e in famiglia. È lì che si costruisce la cultura della non violenza.
Non possiamo più permettere che ogni femminicidio venga archiviato come un fatto di cronaca isolato. L’appello di Franco Isceri, papà di Lorena, deve essere raccolto da tutta la politica: lavoriamo perché tragedie come questa non accadano più.
Alla famiglia di Lorena va la mia vicinanza».


