“Giorgia Meloni ieri a Bari ha descritto risultati del governo che esistono solo nella sua propaganda, perché l’Italia vive una crisi economica e sociale profonda.
Ma ieri la presidente Meloni ha mostrato la sua totale indifferenza, ha mostrato la sua totale indifferenza dichiarando guerra al clima e non al cambiamento climatico .Un cinico egoismo che segue la linea negazionista di Trump e che rimane indifferente agli effetti economicamente dannosi della crisi climatica, che sta prosciugando i nostri fiumi, sciogliendo i ghiacciai, danneggiando l’agricoltura e rendendo invivibili le nostre città e la vita alle persone più povere.
Ma che la ricetta di Meloni sia quella di estrarre petrolio che non abbiamo e di fare il nucleare, che significa aspettare 20 anni, al di là di come là si pensi, e’ da irresponsabili. Ma facciamo l’analisi dei numeri e vedremo quanto il suo annuncio sull’ estrarre petrolio e gas sia una colossale presa in giro è una danno per l’economia italiana.
Ma facciamo l’analisi dei numeri e vedremo quanto il suo annuncio sull’estrazione di petrolio e gas sia una colossale presa in giro e un danno per l’economia italiana.
Secondo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi, le riserve di gas in Italia sono pari a 42 miliardi di metri cubi e quelle di olio greggio a 82 milioni di tonnellate.
Queste riserve possono soddisfare, per il gas, il fabbisogno nazionale per 8 mesi e, per il petrolio, per 15 mesi, secondo i dati Unem, che stimano il fabbisogno annuo di petrolio in 58 milioni di tonnellate. Quindi, noi abbiamo riserve certe nei giacimenti che potrebbero soddisfare il fabbisogno nazionale solo per pochi mesi.
Nel 2025 abbiamo perso 800 GWh di energia rinnovabile che avrebbero potuto soddisfare il fabbisogno di una città di 300 mila abitanti, perché la rete di distribuzione elettrica non era in grado di accogliere questa quantità di energia prodotta e perché non vi erano impianti di accumulo sufficienti.
Abbiamo perso questa energia perché non sono stati fatti investimenti sulla rete. Eppure, quell’energia è stata ugualmente pagata ed è andata a carico del sistema.
Giorgia Meloni è assolutamente inadeguata ad affrontare la sfida energetica, perché con il suo governo l’energia in Italia è tra le più care d’Europa. La sua guerra alla transizione ecologica, puntando sul petrolio, costringerà imprese e famiglie a pagare di più le bollette.”
Cosi Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.


