Siccità: l’inazione del governo è intollerabile

“Di fronte alla catastrofe idrica causata dalla siccità, dal Governo registriamo solo parole e francamente anche estremamente fastidiosa, come quelle del Ministro Cingolani. Abbiamo denunciato da giorni che il Governo italiano era a conoscenza da mesi di quanto stava accadendo e, ancora oggi, nessun provvedimento è stato adottato per consentire il corretto uso dell’acqua, nonché’ per individuare modalità efficienti per l’irrigazione delle aree agricole del nostro Paese”. Così, in una nota, il co-portavoce nazionali di Europa Verde, Angelo Bonelli, che prosegue: “A marzo di quest’anno, il ministro Cingolani ha ricevuto un report UE che avvertiva l’Italia del rischio di una grave siccità. Il titolo del documento non lasciava spazio a dubbi: ‘Drought in northern Italy’ che possiamo tradurre in “Siccità̀ nel Nord Italia’. La mancanza di cultura del rischio nel nostro Paese, in particolare quello legato a fenomeni meteorologici estremi come in questo caso, accoppiata all’inazione del Governo e, in particolare, del ministro incaricato, Cingolani, e’ inaccettabile”.

“Questa siccità, ovviamente causata dalla crisi climatica, accoppiata alla crisi energetica che diventa sempre più critica col passare delle settimane, può portare, già nei prossimi mesi, a una crisi sociale senza precedenti. Eppure, dal Governo, rileviamo lo zero assoluto: non c’è iniziativa per implementare la raccolta dell’acqua piovana che, allo stato attuale, avviene solo per l’11%; per separare il convogliamento delle acque reflue da quelle piovane; per utilizzare le acque reflue depurate per gli usi agricoli e industriali; per aumentare la capacità degli invasi d’acqua per l’agricoltura ed evitare la perdita di grandi quantità di acqua a uso umano”. “Onestamente, – conclude Bonelli, – ritengo irresponsabile la scelta del Governo e del Ministro Cingolani di non agire con tempestività per arginare una situazione prevedibile e di cui la UE aveva informato il Governo nei primi mesi del 2022 con un rapporto scientifico. Così come mi sembra inadeguata la decisione di investire solo 900 milioni del PNRR per sostituire le condutture idriche fatiscenti del Paese, per via delle quali va perso ogni giorno il 40% dell’acqua a uso umano, con la quale si potrebbe dare da bere a 44 milioni di persone anziché’ assistere all’aumento continuo dei Comuni in cui, da Nord a Sud, parte il razionamento”