L’Assemblea costituente ha eletto i co-portavoce di Europa Verde-Verdi

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L’Assemblea dei delegati della Federazione dei Verdi e i numerosi ospiti, esponenti del mondo ambientalista civico e associazionista, presenti a Chianciano Terme hanno deciso: sarà Europa Verde-Verdi a ereditare dalla Federazione dei Verdi il lascito di Alex Langer e a portare in Italia quelle istanze ecologiste, europeiste, femministe e di solidarietà caratteristiche della formazione ambientalista.

Angelo Bonelli ed Eleonora Evi: i due co-portavoce eletti dall’Assemblea

Accanto alla nascita di Europa Verde, l’Assemblea Costituente in corso a Chianciano Terme e composta da oltre 500 delegati ha eletto le più alte cariche del partito: due, nel rispetto della parità di genere.

Si tratta di Angelo Bonelli, storico ecologista, impegnato in particolar modo contro l’abusivismo edilizio e la criminalità a Ostia e accanto ai cittadini di Taranto contro l’inquinamento prodotto dall’ILVA, già Consigliere regionale del Lazio, Assessore regionale all’Ambiente e alla cooperazione tra i popoli, deputato, presidente e coordinatore dei Verdi.

Bonelli condividerà il cammino di Europa Verde con l’eurodeputata Eleonora Evi. A Bruxelles dal 2014, Evi è iscritta al Gruppo Greens/EFA. Componente della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della Commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto, è stata tra i maggiori sostenitori dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Cage Age”, recentemente approvata dalla Commissione che intende, così, chiedere la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia negli allevamenti.

Le parole di Angelo Bonelli

Sono molto trasparente e non vi nascondo la grande emozione di prender parte a questa Assemblea. Un’emozione che viene da chi ha fatto una scelta, quasi da bambino, per difendere il proprio territorio da un’aggressione. Voglio ringraziare Elena Grandi e Matteo Badiali per la loro passione. Oggi stiamo inviando un messaggio all’esterno: noi ci siamo, siamo uniti e lanciamo una grande sfida al Paese.

Sto facendo fatica a essere lucido perché la sfida nei confronti del nostro Paese è quella di riuscire a mettere al centro questioni e diritti e a pensare alle future generazioni come nessun altro soggetto politico fa. La pandemia avrebbe dovuto insegnare ai Governi, soprattutto quelli dei Paesi più industrializzati, che non si possono proporre le politiche economiche della situazione pre-crisi. Oggi il nostro problema è la vulnerabilità a cui nessuno riesce a dare una risposta: noi dobbiamo metterla al centro dell’agenda politica perché la storia dimostra che è figlia dello squilibrio ambientale.

C’è un’inquietante capacità di riproporre modelli che sono responsabili della crisi. La ripresa necessitava di un Governo che sapesse dare delle risposte concrete ma il PNRR approvato non affronta la drammatica crisi ambientale che provoca ogni anno 56mila decessi. Per questo, il nostro è un NO che guarda al futuro, al resto d’Europa e al resto del mondo.

Se Cingolani ritiene, come ha affermato, che la transizione ecologica che dà il nome al suo ministero sia un bagno di sangue, io lo invito a non fare più il Ministro della transizione ecologica. Se non crede nella transizione ecologica, lasci il Ministero. Questa non è l’Italia che vogliamo!

Vogliamo un’Italia che creda nella transizione. Perché quando si parla di inquinamento, si parla della vita delle persone. Noi abbiamo fatto una scelta di campo: non ci sono mediazioni possibili quando si parla della vita dei bambini ed è accanto a queste vite che noi, a Taranto e ovunque in Italia, ci siamo schierati.

Ringrazio nuovamente il grande lavoro di tutte e tutti e i presenti per aver preso parte a questo passaggio storico dal punto di vista dell’ambientalismo politico. Abbiamo annunciato la conferenza programmatica, che si terrà tra novembre e dicembre. Questa conferenza non è un passaggio formale ma sostanziale e strategico per il futuro dell’ambientalismo politico di questo Paese.

Dobbiamo lavorare da subito per l’organizzazione di questa conferenza, che dovrà essere il luogo, la casa del confronto di tutti gli ecologisti ma anche di tutte le realtà civiche e sociali che si battono per la tutela dei diritti. Dobbiamo avere anche uno sguardo transnazionale, pensiamo all’Africa e all’Amazzonia. La conferenza programmatica dovrà costruirsi attraverso un percorso partecipato al nostro interno ma che coinvolga tutte le migliori competenze. Lavoreremo per questo.

Ringrazio, infine, sentitamente Luca Mercalli, che ha dato la disponibilità a presiedere il comitato scientifico. Saranno mesi fondamentali e strategici: noi ci siamo!

La commozione di Eleonora Evi

Ho scelto di aderire a Europa Verde-Verdi perché sono convinta che sia un progetto visionario e mi sono sentita subito a casa. Sono quindi molto emozionata di essere qui e sento un senso di grande responsabilità. Ringrazio Elena e Matteo per il grande lavoro che hanno svolto e gli ottimi risultati ottenuti alle europee, nonostante il pochissimo spazio mediatico datoci. La nostra forza sta nelle persone e nelle idee. Io ho iniziato a fare attivismo quando il cambiamento climatico non era ancora un tema così conosciuto, avevo 20 anni ed ero arrabbiata per lo sfruttamento di persone, animali e ambiente. Ora ne ho 37 ma, dopo 7 anni di esperienza nel Parlamento europeo, sento il bisogno di guardare all’Europa come se ne avessi 20, continuando a portare cambiamenti concreti nelle vite delle persone, come chiedere di abolire le gabbie in allevamento che oggi sta diventando realtà e ne vado orgogliosa.

Sono convinta che i Verdi siano gli unici ad aver sempre guardato al mondo come se avessero 20 anni, gli unici ad avere a cuore il futuro del pianeta e delle generazioni che verranno, con il coraggio di dire NO quando è necessario, come abbiamo fatto con la Climate Law, che contiene standard troppo bassi di riduzione della CO2. Come faremo con la PAC, ritenendo inaccettabile finanziare gli allevamenti intensivi”.

La crisi climatica va affrontata diversamente sia in Europa che in Italia. Dobbiamo schierarci in opposizione a questo Governo che ha generato un PNRR rivolto al passato. Gli italiani sono stati ingannati con la grande bugia della scelta tra lavoro e salute. Non è vero! Le imprese green hanno resisto meglio e superato la crisi al covid. I posti di lavoro che si creeranno con le rinnovabili, la cura della natura e delle persone, con l’economia circolare, la cultura, sono molti di più di quelli che ci dicono di salvare nel settore delle fonti fossili. Nessuno pensa che sia facile, ma noi ci batteremo per non lasciare indietro nessuno e per arrivare a più persone possibile.

Il nostro obiettivo concreto è quello di entrare in tutte le istituzioni, superando le soglie di sbarramento, qualunque esse siano. Abbiamo bisogno di tutti voi perché penso che l’altezza sia nulla senza la base. Diciamolo con chiarezza: mai con la Lega, mai con Fratelli d’Italia. Saremo alleati con il centrosinistra ma mai una stampella o un partito cuscinetto. Parleremo con tutti, senza pregiudizi e faremo parlare le ragazze e i ragazzi arrabbiati che protestano nelle strade, i GEV, che sono ragazzi preparati. Mi impegnerò al massimo per portare la famosa onda verde anche in Italia, unendo le forze e costruendo ponti. Da quando mi sono iscritta, ho ricevuto una bandiera: con il cuore voglio sventolarla qua, VIVA EUROPA VERDE.

L’Assemblea ha eletto anche i co-presidenti e i componenti della Direzione nazionale

L’Assemblea ha eletto anche i due co-Presidenti di Europa Verde-Verdi, Marco Boato e Fiorella Zabatta, e i componenti della Direzione nazionale: Francesco Alemanni, Luana Zanella, Francesco Emilio Borrelli, Elena Grandi, Filiberto Zaratti, Fulvia Gravame, Gianluca Carrabs, Tiziana Mossa, Domenico Lomelo, Sandra Giorgetti, Donato Lettieri, Elisa Romano, Alessandro Ronchi e Maurizia Punginelli.