Siamo passati in poche settimane da un’estate segnata da caldo estremo e grave siccità a fenomeni meteorologici violenti, alimentati anche dall’enorme accumulo di calore nei nostri mari. Mari più caldi significano più energia in atmosfera e temporali, nubifragi e trombe d’aria sempre più intensi. Il nostro clima si sta tropicalizzando e il Paese è sempre più vulnerabile.
Di fronte a questa crisi, il governo Meloni, invece di investire nella transizione ecologica ed energetica, autorizza nuove trivellazioni petrolifere, puntando proprio sui combustibili fossili responsabili del cambiamento climatico.
Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici è ancora senza risorse, mentre i territori pagano il prezzo di alluvioni ed eventi estremi. Servono risposte immediate alle comunità colpite, sostegni a chi ha subito danni e un piano straordinario, finanziato, per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio. Questa è la vera sicurezza di cui hanno bisogno gli italiani, non nuove spese per le armi.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle popolazioni colpite. Al governo chiediamo di fermare le trivellazioni, investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica e garantire risorse adeguate per l’adattamento climatico e la sicurezza del territorio. Negare la crisi climatica non la ferma: la aggrava».


