Sanità, Bonelli: interrogazione al governo, 2,3 miliardi per il bollo, ma mancano Tac, risonanze e medici

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«Nel pubblico, per una visita o un esame, si può arrivare ad aspettare fino al 2028; pagando in intramoenia, invece, si trova posto anche il giorno dopo: questa è la fotografia delle liste d’attesa nella sanità italiana. Il reportage pubblicato oggi da La Stampa racconta che in Piemonte la prima disponibilità per uno screening senologico è il 2 febbraio 2028 e per una visita cardiologica novembre 2027. Nelle Marche, invece, per la visita cardiologica non c’è disponibilità con il Servizio sanitario nazionale, mentre in intramoenia viene proposto un appuntamento anche il giorno successivo, al costo di 130 euro. 5,8 milioni di italiani rinunciano alle cure, anche a causa delle liste d’attesa infinite.

Presenterò un’interrogazione parlamentare al governo. È inaccettabile che per accedere a una prestazione sanitaria in tempi ragionevoli l’unica alternativa sia mettere mano al portafoglio. 5,8 milioni di italiani rinunciano alle cure, anche a causa delle liste d’attesa infinite. Giorgia Meloni ha trovato circa 2,3 miliardi di euro per cancellare nel 2027 il bollo sulle auto di piccola e media potenza, per la sua personale campagna elettorale. Con quelle risorse quante Tac e risonanze magnetiche potevamo acquistare? Quanti medici e infermieri potevamo assumere? Quante liste d’attesa potevamo abbattere? Queste sono le priorità su cui il governo dovrebbe investire. Perché se nel pubblico devi aspettare mesi o anni e pagando trovi posto il giorno dopo, il diritto alla salute non è più uguale per tutti».

Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.