Legge elettorale, Bonelli: “Meloni ha paura di perdere e riscrive le regole del voto: la democrazia non è proprietà della destra”

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«Cambiare la legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni è un problema che riguarda la qualità della democrazia. In questo Paese c’è il brutto vizio di modificare continuamente le regole del voto sulla base delle convenienze della maggioranza di turno, alimentando così anche la disaffezione degli elettori.

E non mi pare affatto che la destra sia così coesa. A luglio, alla Camera, sul voto segreto il centrodestra è andato sotto, con deputati di Forza Italia e Lega che hanno votato contro l’emendamento di Fratelli d’Italia. Altro che coesione: nella destra è in corso una battaglia dai lunghi coltelli. Prima si approva un testo, poi si ripresentano emendamenti sul doppio turno per cambiarlo nuovamente.

A Bari hanno celebrato la stabilità e la durata del governo, ma il sistema elettorale con cui sono stati eletti quella stabilità l’ha già garantita. Allora chiedo a Meloni: quando volete andare a votare? C’è una trattativa tra Meloni, Tajani e Salvini sulla data delle elezioni per depotenziare Vannacci? Aprile, settembre, ottobre? Lo dicano agli italiani.

La democrazia non è proprietà della destra: riguarda tutti gli italiani e anche le opposizioni. Il premio di maggioranza ipotizzato determinerebbe uno squilibrio enorme in Parlamento e l’indicazione del premier aggredirebbe le prerogative del Capo dello Stato. È un tentativo di scardinare l’equilibrio costituzionale e il ruolo del Presidente della Repubblica, e non possiamo accettarlo.

La destra, inoltre, viene dalla bocciatura al referendum sulla separazione delle carriere: gli italiani si sono mobilitati e hanno detto no, in nome della Costituzione, alla modifica voluta dal governo.»

Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo a “Coffee Break” su La7.