Zanoni (Europa Verde): “Caccia in preapertura dopo il caldo record: è un abominio contro la fauna stremata. Il Governo fermi la mattanza e dichiari l’emergenza ambientale”

Zanoni Andrea

“Anticipare la caccia dopo un’estate segnata da continue ondate di caldo rovente e da centinaia di incendi devastanti significa letteralmente sparare sulla Croce Rossa. Se oltre 40.000 persone sono morte in Europa per il caldo estremo pur avendo un tetto sulla testa, acqua corrente, cibo e assistenza sanitaria, cosa può essere successo agli animali selvatici nei nostri boschi e nelle nostre campagne? Aprire il fuoco in queste condizioni è un abominio. Sono irresponsabili coloro che l’hanno autorizzata, ma ancor peggio è la condotta di chi ucciderà creature indifese e stremate, spesso con i piccoli ancora nel nido come nel caso del colombaccio”. Lo dichiara in una nota estremamente dura Andrea Zanoni, Coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, commentando l’avvio delle preaperture venatorie.
A partire da domani mercoledì 2 settembre, ben 16 Regioni italiane con l’eccezione di Valle d’Aosta, Lombardia, Umbria, Lazio e Veneto — daranno il via alla preapertura della stagione venatoria. Una decisione che mette sotto il tiro dei fucili fino a 14 specie selvatiche, molte delle quali — come la quaglia e l’alzavola — già versano in un grave stato di conservazione e meriterebbero il divieto di caccia anziché l’anticipo degli abbattimenti.
“Aderiamo con forza agli appelli lanciati dalle principali associazioni ambientaliste ed animaliste,  – prosegue Zanoni –. Chiediamo al Governo un atto di responsabilità immediato: la revoca delle preaperture e la proclamazione dello Stato di Emergenza Ambientale. Il nostro patrimonio faunistico e di biodiversità è messo a dura prova dalla crisi climatica, dalla siccità e dalla frammentazione degli habitat. Consentire la caccia in questo contesto significa perpetrare una vera e propria strage programmata”.
Un quadro reso ancora più grave dai continui allarmi lanciati dalle istituzioni europee: la Commissaria UE all’Ambiente, Jessika Roswall, ha recentemente confermato che la Proposta di Legge 2984 (nota come “Caccia Selvaggia o DDL Sparatutto”), attualmente in discussione alla Camera, viola diverse direttive comunitarie. Un avvertimento che si aggiunge ai due contenziosi europei già aperti contro l’Italia nel 2023 per la caccia in periodi vietati e l’uso di munizioni al piombo nelle zone umide.
“L’Esecutivo fermi immediatamente la deriva della Pdl ‘Caccia Selvaggia’, nata con il solo scopo di stravolgere la legge 157/92 per concedere più tempi, più specie e più deroghe alla lobby venatoria – conclude Andrea Zanoni –. Non si può continuare a sparare in faccia alla scienza, alle direttive europee e al sentimento della schiacciante maggioranza degli italiani che chiede tutela per la natura. Serve un cambio di rotta radicale: recepire i decreti del Regolamento sul Ripristino della Natura e proteggere la biodiversità”.