“Con la scomparsa di Goffredo Fofi perdiamo una delle voci più lucide, radicali e controcorrente della cultura italiana. Intellettuale militante, ha attraversato il secondo Novecento con lo sguardo degli ultimi e degli esclusi, opponendosi all’omologazione culturale e al pensiero dominante.
Ha vissuto la cultura come strumento di impegno civile e trasformazione, costruendo reti alternative al consumismo e dando voce a chi non ne aveva. Indimenticabile il suo contributo alla rivalutazione di Totò, con il saggio Totò. L’uomo e la maschera, scritto con Franca Faldini nel 1968, che contribuì a restituire al grande attore il posto che merita nella storia del cinema italiano.
Tra le sue opere più recenti, voglio ricordare Ciò che era giusto – eredità e memoria di Alexander Langer , frutto di una profonda amicizia che lo legava a Langer fin dagli anni ’60. In questo libro, Fofi ne ripercorre il pensiero e la vita: l’attivismo nonviolento, la difesa della convivenza tra i popoli, l’ambientalismo anticipatore. A Goffredo Fofi dobbiamo molto. Le sue idee restano un patrimonio prezioso di libertà, giustizia e verità.” Così in una nota Angelo Bonelli parlamentare di AVS e leader dei verdi


