“L’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di Serena Bortone è un atto di intimidazione. La Rai ha avviato un procedimento disciplinare contro Serena Bortone per aver denunciato la censura su Scurati, mentre il censore rimane al suo posto. Questo è un atto intimidatorio nei confronti dei giornalisti, colpirne uno per educarne cento. Sono prove tecniche di regime: il mandante è a Palazzo Chigi. Nel frattempo, alla premier Meloni vengono concesse dirette fiume di ore che invadono le case degli italiani. Sono prove tecniche di regime mentre si tenta di scardinare la Costituzione della Repubblica Italiana. Esprimiamo la nostra solidarietà a Serena Bortone e a tutti i giornalisti della Rai.”
“Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a Serena Bortone e a tutti i professionisti della Rai costretti a subire veri e propri atti di intimidazione. Da mesi in commissione vigilanza denunciamo che Giorgia Meloni sta portando l’Italia verso il modello ungherese di Viktor Orban, in cui gli apparati dello Stato e il sistema mediatico sono subordinati alla volontà del capo di governo. Questo è un grave pericolo per la nostra democrazia. Il suo governo ha preso il controllo di tutti gli spazi televisivi, marginalizzando la rappresentanza di altre voci e posizioni. Ciò mina la libertà di informazione e il pluralismo, valori fondamentali che dobbiamo difendere con forza. Serve una reazione democratica di tutta l’opposizione”, conclude.
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