MAFIA: BONELLI (AVS), BOSS STRAGISTI FUORI DAL 41 BIS CON I PERMESSI. IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA RIFERISCA IN PARLAMENTO

bonelli- referendum

«Cristoforo Cannella, condannato all’ergastolo per la strage di via D’Amelio in cui furono uccisi Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, ha ottenuto un permesso per uscire dal carcere pur essendo al 41 bis. Lo stesso è accaduto a Mario Capizzi, condannato anche per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido. Altri boss, dai Graviano a Falsone, attendono una risposta. È quanto emerge dall’inchiesta pubblicata oggi da La Stampa. È un fatto gravissimo, che colpisce la memoria delle vittime e il lavoro di chi ha combattuto Cosa nostra.

Il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia avverte che il sistema rischia di non reggere, e che i capi che tornano sul territorio ricostruiscono le cosche e diventano un richiamo per i giovani delle periferie. Sono parole che lo Stato non può ignorare.

I diritti dei detenuti vanno rispettati, ma il carcere duro esiste per impedire ai boss di continuare a comandare. Il parere contrario della Direzione nazionale antimafia, espresso quasi sempre, non può restare lettera morta. Servono più risorse per la magistratura di sorveglianza e per le carceri, oggi sovraffollate. Serve anche piena chiarezza sul cosiddetto “protocollo farfalla”, la vicenda opaca dei contatti tra servizi segreti e Dap con i detenuti al 41 bis senza avvisare i giudici.

Chiediamo che il Ministro della Giustizia venga a riferire in Parlamento. Presenteremo un’interrogazione per sapere quanti permessi siano stati concessi ai detenuti al 41 bis e con quali motivazioni, e quali misure il Governo intenda adottare. Su chi ha messo le bombe del ’92 e ’93 lo Stato non può abbassare la guardia.»