“I fatti contestati a Toti sono gravissimi. Un ‘sistema’ che viene sbattuto in faccia al Governo proprio mentre tenta di depenalizzare i reati contro la pubblica amministrazione o ridurre l’uso delle intercettazioni e dei trojan. Una strada che, insieme al disprezzo più volte mostrato dal Governo Meloni per le gare pubbliche, rappresenta un vero e proprio regalo per le mafie e i corrotti”.
Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che su Toti prosegue: “Su Toti, attenderemo l’esito finale dell’inchiesta però, se fossi in lui, mi dimetterei, non solo per i gravi fatti che gli sono contestati, ma per tutta una serie di grandi conflitti di interesse che si sono accumulati in questi anni: dal taglio di ben 540 ettari del territorio dei parchi naturali regionali, ridotti per far spazio alla pianificazione urbanistica, alla privatizzazione delle spiagge libere, al progetto di ricollocamento del rigassificatore di Piombino a Vado, con Toti commissario dotato di poteri straordinari, fino alla Diga Foranea, con 1,3 miliardi di euro di mega-appalto senza gara, sui cui è intervenuta anche l’ANAC con una sonora bocciatura. È la stessa linea del Governo che non ha mandato a gara la realizzazione del Ponte sullo Stretto, recuperando quella di oltre 19 anni fa, o che ha affidato senza gara la gestione dei migranti nel futuro CPR in Albania al colosso Medihospes, per una spesa di 151 milioni di euro. Si continuano a fare scelte per puri motivi politici, con i tempi della politica, sulla pelle di cittadini e territori. E questo è del tutto inaccettabile,” conclude Bonelli.


