“Chiediamo di conoscere i dati relativi al numero e alle specie degli esemplari immessi nel territorio nel corso dell’anno, cioè nelle operazioni equivocamente chiamate di ‘ripopolamento’ (servono solo a offrire più selvaggina ai cacciatori), e i loro costi: è necessario rafforzare la prevenzione di epizoozie (epidemie nel mondo animale). Nell’attesa, per un corretto principio di precauzione, auspichiamo un provvedimento che sospenda ogni immissione di selvaggina importata o di allevamento”. Lo afferma Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera, che ha presentato una interrogazione ai ministri Pichetto Fratin, Lollobrigida e Schillaci. “Tra le specie comunemente immesse nei territori”, spiega, “figurano fagiani, pernici, starne, quaglie e lepri, la cui gestione riguarda anche la loro compatibilità con le popolazioni selvatiche, i controlli sanitari e gli effetti sugli equilibri ambientali. Si tratta, infatti, prevalentemente di animali provenienti da allevamenti che subiscono un profondo stress dopo l’immissione poiché non abituati all’ambiente selvatico e a procurarsi cibo. Ci risulta che non esistano dati aggregati su scala nazionale circa il numero degli esemplari immessi e la loro provenienza, attività di competenza di diversi enti territoriali, tra cui Ambiti territoriali di caccia (Atc), Comprensori alpini, Regioni, Province. Come sostiene l’Ente Nazionale di Protezione Animale, per questo è necessario e urgente ricostruire il dato numerico su scala nazionale e la provenienza degli animali per verificare i possibili effetti della loro immissione sulle popolazioni autoctone, compreso il rischio di inquinamento genetico come nel caso della quaglia giapponese, nonché di monitorare lo sviluppo e la diffusione di epizoozie come la peste suina africana, l’aviaria e la mixomatosi nelle lepri di cui un ceppo non presente in Italia è stato recentemente scoperto nel Veneto. Insomma, la questione dei cosiddetti ‘ripopolamenti’ va monitorata attentamente, ci aspettiamo senso di responsabilità ed efficienza da parte dei ministeri competenti”, dice Zanella.


