“Ho portato oggi in Aula un’interpellanza urgente per chiedere conto al Governo di gravi violazioni dei diritti umani e dei rischi ambientali legati al progetto Mozambique LNG, un’iniziativa che coinvolge società italiane a partecipazione pubblica come SACE e Cassa Depositi e Prestiti. È inaccettabile che l’Italia sostenga economicamente operazioni realizzate in un contesto di conflitti armati, repressioni violente e sfollamenti massicci, basandosi su una valutazione di impatto ambientale e sociale risalente al 2017, quindi di otto anni fa”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che aggiunge:
“Secondo i dati dell’UNHCR, il conflitto armato nella regione di Cabo Delgado ha generato circa un milione di sfollati interni. Le inchieste di Politico e Le Monde hanno inoltre documentato atrocità commesse dall’esercito mozambicano, incaricato di proteggere il sito del progetto: crimini di guerra, torture, abusi sessuali e uccisioni sommarie. Nonostante ciò, il Governo italiano, cita una valutazione ambientale e sociale vecchia di otto anni, senza tenere conto dell’enorme peggioramento del contesto socio-ambientale e dei conflitti. Il coinvolgimento di SACE in questo progetto rappresenta una violazione degli impegni presi dall’Italia nelle COP sul clima, che escludono il finanziamento di progetti di estrazione di petrolio e gas all’estero. Non solo si tradiscono questi impegni, ma si ignorano deliberatamente le condizioni drammatiche della popolazione locale, dimostrando che il Governo antepone gli interessi delle multinazionali del petrolio ai diritti umani. Chiediamo che il Governo chiarisca immediatamente se SACE e Cassa Depositi e Prestiti siano ancora coinvolte finanziariamente nel progetto Mozambique LNG e perché stiano ignorando i crimini documentati e l’attuale situazione dell’area. Come AVS, pretendiamo un’indagine internazionale e l’intervento della commissione parlamentare competente per accertare le responsabilità italiane. Il cosiddetto Piano Mattei, sbandierato come soluzione per l’Africa, rischia di essere solo una copertura per politiche di sfruttamento e violazioni dei diritti umani”, conclude Bonelli.


