Piano Mattei è neocolonialismo, audizione urgente di Eni in Parlamento

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“La puntata di Report sul Piano Mattei ha confermato ciò che denunciamo da tempo: un progetto di sfruttamento neocoloniale voluto dal governo Meloni e attuato da Eni. In Kenya, nella contea di Nakuru, dove sono iniziati i primi progetti, i contadini non hanno ricevuto alcun guadagno. Le promesse di un reddito tra i 350 e i 540 euro l’anno per ogni mezzo ettaro di terreno sono state disattese. In realtà, gli agricoltori hanno ricavato meno di un euro per ettaro, mentre Eni ha già incassato 210 milioni di euro, di cui 75 provenienti dallo Stato italiano. Alla luce di questi dati, è indispensabile che Eni venga immediatamente convocata in Parlamento per rispondere di quanto sta accadendo in Africa con i suoi progetti sui biocarburanti e che si avvii un’indagine internazionale sullo sfruttamento dei contadini africani”.

Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato di AVS e portavoce nazionale di Europa Verde, che prosegue:

“Il ricino, piantato senza alcuna sperimentazione sui terreni, si è rivelato un disastro: piante senza frutti, campi avvelenati e comunità locali che non hanno ricevuto alcun beneficio. La coltivazione di ricino ha reso i terreni tossici, portando persino alla morte di animali. Il ricino è una delle piante più velenose al mondo, con semi capaci di uccidere un adulto e di contaminare i terreni per anni. In merito alla denuncia presentata da Eni contro Antonio Tricarico di ReCommon per le dichiarazioni rilasciate durante la trasmissione Report, esprimo la nostra totale solidarietà. Tricarico e organizzazioni come ReCommon svolgono un ruolo cruciale nel garantire trasparenza e giustizia. Sulla vicenda Eni siamo tutti chiamati a dare un contributo di verità sull’assassinio di Giulio Regeni”, conclude.