Superbonus 110. Interrogazione per sbloccare la cessione dei crediti

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“A causa del blocco del meccanismo di cessione dei crediti, il comparto edile e artigiano del nostro Paese versa in condizioni di forte criticità, non più sostenibile nemmeno nel brevissimo periodo. 33 mila imprese artigiane sono a rischio fallimento, con una potenziale perdita di 150 mila posti di lavoro: sono infatti oltre 60 mila le aziende che, pur avendo un cassetto fiscale pieno di crediti, si trovano oggi senza liquidità. Quasi un’impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori; il 30% rinvia tasse e imposte; una su cinque non riesce a erogare gli stipendi. Purtroppo, le molteplici modifiche al Decreto Rilancio che si sono succedute nel tempo (se ne contano ben quattordici) hanno prodotto questo risultato”.

È quanto afferma la deputata di Europa Verde Elisa Siragusa, che prosegue: “Il quadro già critico dei bonus edilizi si sarebbe inoltre ulteriormente complicato negli ultimi giorni: le detrazioni del Superbonus 110 per cento già concesse pare abbiano sforato le risorse messe a deposizione dal Governo per la misura. Per riparare, dunque, a questa gravissima situazione servirebbe, come già avvenuto in passato, un rifinanziamento dell’incentivo e una proroga di tempo, almeno fino a dicembre 2023, per effettuare le cessioni del credito maturato agli istituiti bancari. Oltre ad una soluzione attuabile nell’immediato, si rende necessaria una modifica dell’attuale meccanismo di cessione consentendo l’apertura delle cessioni ad altri enti o partite Iva e la possibilità da parte delle banche di compensare i crediti entro 10 anni o convertirli in Buoni del Tesoro poliennali. Per questo”, aggiunge la parlamentare, avviandosi alla conclusione, “con un’interrogazione a mia prima firma, noi di Europa Verde abbiamo chiesto al Governo quali iniziative intenda mettere in atto al fine di sbloccare il meccanismo di cessione dei crediti, per evitare che la crisi di liquidità delle imprese artigiane ed edili si traduca nel fallimento per centinaia di aziende, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro”.