RePowerEU. La Commissione investa in risparmio energetico e rinnovabili

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“Da tempo attendiamo che la Commissione presenti un piano per liberare l’UE dalla dipendenza dai combustibili fossili russi, accelerando il percorso verso la transizione verde. Tuttavia, da quanto emerso finora, c’è il serio rischio che la proposta della Commissione risulti inadeguata nel mettere concretamente in pratica le politiche sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica e nel sostenere i cittadini, le famiglie e l’economia ad affrontare le conseguenze della crisi,” così l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, nella conferenza stampa organizzata dal gruppo Greens/EFA tenutasi oggi al Parlamento Europeo insieme all’eurodeputato Bas Eickhout alla vigilia della presentazione del piano RepowerUe da parte della Commissione Ue.

“È assolutamente miope, – aggiunge Evi, – continuare a perseguire la strada che ci ha condotti a questa crisi. Per questo non vorremmo credere alle voci secondo cui la Commissione non intende presentare una proposta legislativa per incrementare gli obiettivi di efficienza energetica per il 2030, ma anzi vorrebbe limitarsi a chiedere ai co-legislatori di aumentarli, e nemmeno a un livello ambizioso, visto che sembrerebbe chiedere di portarli dal 9% al 13%. Si tratta di un livello ancora troppo basso rispetto al 20% necessario per liberare rapidamente l’UE dalla dipendenza dalla Russia e avvicinarsi all’obiettivo della neutralità climatica, come richiesto dal parere di cui sono stata relatrice per la Commissione per l’ambiente poche settimane fa,” puntualizza l’eurodeputata.

“La soluzione non può più essere quella di investire in gas e petrolio, ponendo la diversificazione dell’approvvigionamento di gas come priorità assoluta. È adesso che bisogna invertire l’ordine delle priorità, basandoci su tre step fondamentali: risparmio di energia, passaggio alle rinnovabili e solo in ultimo diversificazione degli approvvigionamenti, evitando di investire in infrastrutture che ci condanneranno anche in futuro ad essere dipendenti dalle fossili e facendo in modo che nessun investimento vada mai a discapito di quelli nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica”.

“In particolare, ridurre il consumo di energia ha un enorme potenziale ad oggi inespresso, basti pensare che una diminuzione dell’1% del consumo energetico può ridurre le importazioni di gas russo di circa il 2,5% e quelle di petrolio di circa il 3,5%. Per questo dobbiamo da subito mettere in pratica facili misure di contrasto allo spreco energetico: limiti di velocità, tariffe più basse per il trasporto pubblico o addirittura gratuite, fino a quelle più complesse, come la ristrutturazione degli edifici. E ancora, sebbene la tassazione sia di competenza nazionale, è inaccettabile che la Commissione non intenda esercitare una pressione più forte sulla questione degli extraprofitti delle grandi industrie dell’energia, che solo in Italia hanno fatturato 40 miliardi di extraprofitti negli ultimi 6 mesi, amplificando drammaticamente le disuguaglianze sociali” – conclude Evi.