Energia. Forza Italia vuole aumentare le bollette con il nucleare

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“Quanto affermato da Tajani questa mattina su Canale5 circa l’autosufficienza energetica da perseguire con il nucleare non tiene conto della drammatica crisi dell’energia che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese italiane, oltre che l’ambiente. Tajani torna a parlare di nucleare dopo che, nel 2011, un referendum promosso proprio dalla sua forza politica lo ha sonoramente bocciato per la seconda volta. E parla di indipendenza energetica quando Forza Italia è tra i partiti politici più responsabili dei legami dell’Italia con la Russia, quindi del disastro energetico e del caro bollette”.

Così, in una nota, il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, che prosegue: “Dobbiamo smettere di prendere in giro gli italiani: il nucleare è un’energia costosa. Un esempio su tutti è la centrale di III generazione di Flamanville, in Normandia, i cui lavori di costruzione sono iniziati nel 2007 e la cui messa in funzione, inizialmente prevista per il 2014, avverrà presumibilmente nel 2023, con un costo lievitato a 19 miliardi di euro dai 3,7 miliardi iniziali. Dal 2006, la Francia non è riuscita a completare neanche un impianto e, dal 2020, ha cominciato a subire una diminuzione fino al 25% della produzione di energia a causa della vetustà degli impianti e della riduzione dei corsi d’acqua causata dalla siccità. Per guardare ai costi vivi, all’inizio di aprile, il prezzo dell’elettricità, in Francia, ha superato i 500€/MWh, circa 200€/MWh in più del PUN italiano”.

“Se guardiamo agli Stati Uniti, – incalza l’ecologista, – la situazione non migliora e certifica una volta di più il fallimento della tecnologia nucleare: negli ultimi 25 anni, negli USA, è entrato in funzione un solo reattore, Watts Bar 2, connesso alla rete nel 2016, la cui costruzione era iniziata nel 1973. Vogtle, l’unico impianto attualmente in costruzione, doveva costare circa 14 miliardi di dollari. Ne costerà 34. Per ora. Duole ricordare, inoltre, che non esiste ancora una soluzione efficace, sicura e definitiva per lo smaltimento delle scorie”.

“Ancora una volta, – conclude Bonelli, – siamo costretti a sottolineare che il ‘partito del no’ è proprio quello di Tajani, che anacronisticamente continua a pensare di poter realizzare l’indipendenza energetica scaricando i costi economici, sociali e sanitari sui cittadini, promuovendo modalità ormai superate dalla storia anziché adoperarsi per velocizzare gli iter per sbloccare gli oltre 200 GW di progetti presentati per le energie rinnovabili, unica vera fonte energetica di pace e di indipendenza”.