Balneari. Nessun regalo ai privilegiati

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“Le spiagge italiane sono state svendute a canoni ridicoli, utilizzate e sfruttate in regime di monopolio da famiglie che se le tramandavano di padre in figlio, come se fosse una monarchia. Ora il Parlamento si accinge a fare l’ennesimo regalo a queste famiglie, nonostante una sentenza del Consiglio di Stato affermi che la direttiva Bolkestein va rispettata. Tutto questo i leader della Lega e di Fratelli d’Italia, Salvini e Meloni, non lo dicono perché sono impegnati a difendere i privilegi di pochi e un sistema che ha privatizzato le spiagge italiane e cementificato oltre il 60% delle nostre coste”.

Lo dichiarano il co-portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli e Cristian Romaniello, presidente della componente Europa Verde – Verdi Europei alla Camera, che aggiungono: “Che alcune forze politiche in queste ore stiano tentando di tutelare privilegi di pochi ai danni dell’ambiente e delle finanze dello Stato, la dice lunga su come queste persone vorrebbero governare l’Italia. La sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni demaniali è una decisione importante, ora il Governo può anticipare l’applicazione della Bolkestein anche rispetto alla data indicata dai giudici di Palazzo Spada, considerato che da 15 anni la direttiva europea in Italia è stata sistematicamente disapplicata”.

“In Italia, – continuano gli ecologisti, – le forze politiche, trasversalmente, hanno difeso dei privilegi insostenibili: l’Hotel 5 stelle Cala di Volpe, di proprietà della Smeralda Holding dell’emiro del Quatar, per la sua spiaggia, versa 520 euro l’anno, l’emiro per i suoi 4 hotel ha incassato 106 milioni di euro; il Twiga di Briatore e della Santanchè pagano allo Stato 17mila euro a fronte di un fatturato di 4 milioni di euro; il Papeete paga 10 mila euro l’anno ma fattura 3,2 milioni di euro. Una concessione che viene pagata allo Stato 47 euro al giorno serve ad arricchire i concessionari, considerato che, per solo giorno, una pagoda al Twiga costa 1000 euro”.

“Nonostante questi canoni irrisori, – spiegano Bonelli e Romaniello, – l’agenzia del demanio incassa solo 106 milioni di euro anno, con un’evasione del 50% e un fatturato da 10 miliardi di euro l’anno realizzato dai gestori degli stabilimenti in Italia”.

“Oltre il 60% delle nostre spiagge è cementificato e occupato da strutture che hanno cambiato il paesaggio e la visibilità del mare. Le gare dovranno essere l’occasione per ripristinare l’ambiente e creare strutture più sostenibili oltre che ad adeguare i canoni demaniali considerato che ad oggi si paga sulla parte sabbiosa 1 euro mq anno, una vera indecenza”, concludono Bonelli e Romaniello.