Il taglio dei sussidi pubblici alle fonti fossili, per ridurre il costo delle bollette, sarà di un ridicolo 0,58% su 18 miliardi di euro che ogni anno lo stato eroga: è una vergognosa presa in giro.
La ricetta di Cingolani per ridurre l’aumento del costo della bolletta elettrica è quella di ammazzare le rinnovabili: azzera gli oneri di sistema utilizzando i proventi delle aste Ets di CO2 per 1,2 miliardi di euro che, per legge, servono a finanziare la mobilità sostenibile, le rinnovabili e i progetti di forestazione; contemporaneamente, tassa i produttori di energia rinnovabile e non l’industria petrolifera che, con l’aumento del prezzo del gas, ha realizzato extraprofitti miliardari”.
Il ministro fa esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare, ovvero favorire l’installazione delle rinnovabili per ridurre il prezzo della bolletta elettrica. Invece ,viene tassato proprio il settore delle rinnovabili che ha un costo enormemente più basso del gas: oggi, 21 gennaio 2021, il PUN ha superato i 234 euro MWh mentre l’energia prodotta da solare si attesa sui 40 euro Mwh. Alcune settimane fa, in Portogallo, ha raggiunto il prezzo record di 14 euro Mwh. Se fosse raggiunto il target previsto dal Green Deal europeo del 2030, ovvero il 72% di rinnovabili il costo delle bollette elettriche scenderebbe da 75 miliardi di euro a 45 con un risparmio annuo di 30 miliardi di euro.
Questo governo è nemico dell’ambiente e condanna l’Italia alla dipendenza dal gas, demolendo le politiche ambientali e gli impegni assunti dall’Italia per contrastare il cambiamento climatico che ha, quest’ultimo, costi economici e sociali elevatissimi. Non è possibile continuare a tutelare le lobby del petrolio, prime responsabili di questo disastro legato all’aumento del prezzo dell’energia elettrica, garantendo i 18 miliardi di euro di sussidi pubblici alle fonti fossili. Mentre nei cassetti del ministero giacciono dimenticate le autorizzazioni per 8 GW di accumuli idroelettrici e per 20 GW di impianti eolici, l’equivalente di ben 12 reattori nuclari, Cingolani taglia e penalizza le rinnovabili, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi sul clima, ostacolando l’autosufficienza dell’Italia dal punto di vista energetico e la diminuzione delle bollette elettriche per gli italiani: così il gas di Putin ringrazia Cingolani mentre il clima e i portafogli degli italiani piangono.
Angelo Bonelli


