CON GAS E NUCLEARE IN TASSONOMIA, I GREEN BOND EUROPEI SAREBBERO I PIÙ TOSSICI AL MONDO. VALUTIAMO RICORSI E DENUNCE

Tassonomia UE

Includere il gas e il nucleare tra gli investimenti verdi significa di fatto privare di credibilità il sistema di tassonomia UE. La domanda è semplice: che cosa è veramente sostenibile? Il sistema di etichettatura della tassonomia dovrebbe rispondere a questa domanda andando al cuore di ciò che intendiamo per sostenibilità. Ed è chiaro che gas e nucleare non possono essere annoverati tra le fonti di energia sostenibili.

Un’etichetta, che, se attribuita anche a gas e nucleare, non solo creerebbe disorientamento tra gli investitori privati e pubblici, sconfessando strade già intraprese, se consideriamo, ad esempio, i green bond emessi dalla Commissione per ripagare il Recovery fund che, infatti, non contemplano gas e nucleare. Ma scivoleremmo in un lampo tra i peggiori green bond al mondo e ci copriremmo di ridicolo, soprattutto se pensiamo che i green bond russi escludono il gas e gli stessi green bond francesi attualmente escludono gli investimenti nel nucleare! Ne consegue che i green bond europei sarebbero i più tossici al mondo”.

La Presidente Von der Leyen, dovrebbe dare spiegazioni e fare chiarezza una volta per tutte. Noi non permetteremo che il Green Deal si trasformi in una farsa e daremo battaglia per rigettare l’atto delegato quando arriverà al Parlamento europeo, dove occorre la maggioranza assoluta degli eurodeputati per la sua approvazione.

Inoltre, siamo molto preoccupati per la scarsa trasparenza di tutta la procedura: non solo la bozza dell’atto è stata inviata alle 23.00 del 31 dicembre 2021 ai governi europei in modalità del tutto opache ma, cosa ancora più grave, la Commissione non aprirà la consultazione pubblica, a differenza di quanto fatto con il precedente atto delegato della Tassonomia, tagliando fuori dal processo la legittima partecipazione di cittadini, associazioni, ONG e stakeholders. Un precedente gravissimo per tutto il sistema democratico dell’UE. Per questo valuteremo ricorsi e denunce anche presso gli organi interni alle istituzioni europee, come il Mediatore europeo, responsabile della corretta amministrazione e della gestione trasparente delle istituzioni dell’UE.

Eleonora Evi e Angelo Bonelli