PETIZIONE PER LE DIMISSIONI DI CINGOLANI. OCCORRE UN VERO MINISTRO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA!

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Per ribadire con fermezza la necessità delle dimissioni del Ministro Cingolani abbiamo lanciato una petizione che ha come primi firmatari autorevoli personalità del nostro Paese: Maurizio Pallante – Presidente Associazione Sostenibilità Equità Solidarietà, Tomaso Montanari – Storico dell’arte, Marco Boato – già parlamentare e ricercatore universitario, Gaetano Pascale – agronomo, già Presidente Nazionale di Slow Food, Associazione Sostenibilità Equità Solidarietà, Alberto Perino – (Movimento No Tav), Angelo Tartaglia – già professore di Fisica presso il Politecnico di Torino, membro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Lucia Cuffaro – saggista, divulgatrice di pratiche ecologiche, Padre Alex Zanotelli – missionario comboniano, Davide Conti – storico, Paolo Ferloni – docente emerito di Chimica fisica ambientale, Università di Pavia, Roberto Mancini – docente Università di Macerata.

I cambiamenti climatici e la crisi ambientale che stiamo vivendo richiedono coraggio, urgenza e determinazione da parte dei Governi di tutto il mondo. Ma la recente Cop26 di Glasgow ha confermato una visione ipocrita e irresponsabile che non garantisce la rapida uscita dal carbone e lo stop immediato ai sussidi per i combustibili fossili; che non aiuta realmente i paesi più vulnerabili.

In questo tragico quadro globale il nostro Paese non ha rappresentato l’eccezione che avremmo auspicato. Anzi, il nostro Ministro Roberto Cingolani, nelle sue dichiarazioni, va costantemente in direzione contraria, associando la transizione ecologica ad “un bagno di sangue” e soffermandosi sul presunto prezzo da pagare e mai su quello che stiamo già pagando e, soprattutto, pagheranno le generazioni future. Il culmine dell’ipocrisia ambientale italiana è stata raggiunta con la firma del BOGA (Beyond Oil and Gas Alliance, ndr), l’impegno a non finanziare più alcuna attività esplorativa ed estrattiva al di fuori dei propri confini nazionali, però soltanto come “Stato amico”, senza cioè sottoscrivere il divieto di nuove trivellazioni all’estero. Non a caso il Governo Italiano ha poi dato l’OK alle trivellazioni nell’Artico, con la garanzia d’investire fino a un miliardo di euro. È la goccia che fa traboccare il vaso.

Cosa chiediamo:

Per tali motivi riteniamo assolutamente inadeguato Roberto Cingolani a svolgere il ruolo di Ministro della Transizione ecologica e gli chiediamo pertanto, a tutela del bene comune e per il prestigio del nostro Paese, di rimettere il suo mandato nelle mani del Presidente del Consiglio, affinché individui una figura davvero capace di fronteggiare la crisi climatica e ambientale, facendo della transizione ecologica un’opportunità e non un fardello, rendendo l’Italia un modello europeo di Paese sostenibile a cui ispirarsi.

Angelo Bonelli, Eleonora Evi

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