Cingolani sabota la Transizione. Dossier per chiederne le dimissioni

Cingolani

Siamo qui per presentare il dossier con cui chiediamo le dimissioni del Ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che probabilmente sarebbe meglio chiamare ‘Ministro alla Finzione ecologica’. È un Ministro che fa la guerra all’auto elettrica, che ha dato il via libera a un finanziamento di mezzo miliardo di euro per andare a trivellare il Polo Nord: una vergogna inaudita. Si tratta di un Ministro che, nel PNRR, ha dimenticato di far finanziare il trasporto pubblico quando le nostre città affogano letteralmente nello smog, causa di oltre 50mila decessi certificati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente. È un Ministro che, in maniera incredibile, voltando le spalle alla democrazia, senza un mandato del Parlamento, ha detto sì al nucleare nella tassonomia verde UE. Tutte queste ragioni, come molte altre riportate nel nostro dossier, ci portano ad affermare che Cingolani non può essere il Ministro alla Transizione ecologica. E anzi, ci preoccupa il silenzio delle forze politiche presenti in Parlamento, che non hanno il coraggio e la forza di portare avanti una grande battaglia che difenda la transizione ecologica da questa forma di vero e proprio sabotaggio che Cingolani sta portando avanti.

Lo ha detto questa mattina il co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli, nel corso della presentazione di un dettagliato dossier contenente tutte le discusse affermazioni del Ministro Cingolani in merito alla transizione ecologia.

Con lui, l’eurodeputata di Europa Verde, Eleonora Evi, anche lei co-portavoce nazionale del partito ecologista, che ha ribadito fermamente:

Cingolani ha completamente dimenticato il ruolo della natura, continuando a lanciare attacchi alla biodiversità. Penso alle dichiarazioni sull’abbattimento di lupi. In Europa, non soltanto dice di voler aprire al nucleare nella tassonomia verde UE, ma, sottobanco, trama con la Francia per far sì che anche il gas possa essere etichettato come un investimento verde, come evidentemente richiesto da Confindustria Energia. Si tratta di un forte elemento di incoerenza con gli impegni che l’Italia ha preso a livello europeo e internazionale. La stessa Banca Europea degli Investimenti ha deciso di non finanziare più i progetti legati al gas e i Green Bond della Commissione Europea per ripagare il Recovery Plan non prevedono investimenti nel gas.

“Di fronte a tutto questo,non si capisce perché l’Italia debba andare in Europa a chiedere che, nella tassonomia, il gas venga considerato un investimento sostenibile. Il Ministro Cingolani sta dimostrando di essere completamente inadeguato: anziché farci procedere spediti verso la neutralità climatica e verso un’economia a emissioni zero, sta rallentando ogni percorso di conversione ecologica. Per sbloccare la situazione, oltre a presentare un importante dossier, nelle prossime ore lanceremo anche una petizione su change.org, insieme a figure autorevoli del nostro Paese e a numerosi scienziati che stanno chiedendo, insieme a noi, un ricambio alla guida del Ministero alla Transizione ecologica: questo dicastero chiave non può più essere portato avanti da una persona senza coraggio né capacità di visione, che parla della transizione come di un bagno di sangue quando essa rappresenta una grande opportunità di sviluppo e di creazione di nuovi posti di lavoro.

 

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