Consumo di suolo. Il suo costo supera gli 80 miliardi, come metà del PNRR

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È con un’amara consapevolezza che celebriamo, quest’oggi, la Giornata Mondiale del Suolo: solo in Italia e solo nel 2020, sono stati consumati oltre 21 miliardi di metri quadri di questa risorsa fondamentale per la nostra vita, con un incremento di 5175 ettari rispetto al 2019, come certificato dall’ISPRA. A salire sul podio negativo, sono, in particolare, Lombardia, Veneto e Campania, che hanno raggiunto percentuali a doppia cifra, rispettivamente il 12,1% di suolo consumato nel 2020, l’11,9 e il 10,4. I danni, in termini economici, sono già alle stelle: se la velocità di consumo di suolo dovesse rimanere quella attuale, a causa della perdita dei servizi ecosistemici dovuta al consumo di suolo tra il 2012 e il 2030, l’Italia potrebbe essere costretta a sostenere un costo complessivo compreso tra gli 81 e i 99 miliardi di euro, in pratica la metà del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

È paradossale che, mentre il tema della giornata di oggi riguarda l’importanza di mantenere ecosistemi sani per il benessere umano, siamo raggiunti da notizie come il rinvenimento di concentrazioni notevoli di glifosate e altri fitofarmaci nella piana vivaistica pistoiese e nella Valdinievole, di PFAS nei terreni agricoli del Veneto, di desertificazione incalzante, di eccessiva impermeabilizzazione dei suoli che, non consentendo alle acque di defluire, espone persone e beni culturali ai danni causati dagli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico.

Altrettanto paradossale, quanto attuale, è la discussione sull’Ecobonus 110% in Legge di Bilancio: non ha senso ridimensionare una misura che permette di rilanciare l’economia mentre aumenta l’efficienza energetica degli edifici e favorisce le ristrutturazioni e riqualificazioni di strutture già esistenti a scapito di un’edilizia selvaggia che consuma suolo e ingrossa così le percentuali, già molto elevate, di territorio a elevato rischio di dissesto idrogeologico.

Il suolo è una risorsa fondamentale per la nostra vita eppure sempre più fragile, che continua a essere consumata come se fosse infinita quand’è tutt’altro che tale. Non si può continuare su questa strada: abbiamo bisogno di misure organiche che consentano al nostro Paese di raggiungere l’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo netto fissato dalla Commissione europea per il 2050 e confermato nel piano di azione del Green Deal. Ci chiediamo cosa stia facendo il Ministro alla Transizione ecologica oltre a spargere paura e favorire il nucleare, già bocciato da due referendum. Se non è neanche in grado di proporre una legge sul consumo di suolo, lasci l’incarico che ricopre a una delle numerose personalità che saprebbero fronteggiare egregiamente la crisi climatica.

Angelo Bonelli ed Eleonora Evi