La transizione ecologica sabotata dalle politiche di Cingolani

cingolani

Con il ministro Cingolani stanno passando provvedimenti e posizioni intollerabili che tutelano l’industria fossile italiana a partire dall’ENI, vera regista della transizione ecologica nel nostro Paese.

Un ministro che parla di catastrofe sociale o di bagno di sangue se la transizione ecologica sarà troppo rapida non è degno di ricoprire quel ruolo, soprattutto nel momento in cui il Governo tedesco che tra poco si insedierà prevede di produrre entro il 2030 l’80% di energie rinnovabili e di fermare le immatricolazioni di motori a diesel e benzina entro il 2035: esattamente il contrario di quello che sta facendo il nostro Ministro della finzione ecologica che, con il leghista Giorgetti, dice ‘No’ al piano Fit for 55.

Cingolani è colui che sta fermando la trasformazione dell’Italia verso l’elettrico e blocca le rinnovabili parlando di nucleare per continuare a usare gli idrocarburi, responsabili dell’inquinamento del nostro paese e dell’aumento del prezzo dell’elettricità. Le politiche climatiche ed energetiche, sotto la guida, di questo ministro hanno trasformato l’Italia in un moderno Paese negazionista.

Stiamo subendo una vera e propria restaurazione ai danni dell’ambiente, imposta a suon di decreti e dichiarazioni che stanno smantellando le tutele ambientali come quella della Vas, della disapplicazione della direttiva europea sulla plastica o della mancata adozione del Pitesai. Ma quello che sconcerta è anche il silenzio in Parlamento di fronte alle politiche contro il clima di Cingolani. Mentre in Germania il Ministro di Economia e Clima Robert Habeck chiama a guidare la transizione energetica uno dei massimi esperti mondiali come il dott. Patrick Graichen, in Italia a coordinare il PNRR sono stati chiamati dei negazionisti climatici.

Il ministro Cingolani, portando avanti la sua campagna di terrore contro la transizione ecologica, oggi ci ha detto che siamo tra l’incudine (la catastrofe sociale) e il martello (la crisi climatica). Bisogna ricordare al ministro che tra ‘incudine e martello mano non metta chi ha cervello’ e che la crisi climatica già oggi causa danni sociali, sanitari ed economici che solo lui non vede.

Angelo Bonelli ed Eleonora Evi