SMOG: IL DRAMMA DELLE MORTI PREMATURE MENTRE POLITICA TACE.

inquinamento

10.640 decessi per biossido di azoto, 49.900 da particolato fine PM2,5 e 3170 causati dall’ozono: il bilancio delle vite umane perse nel 2019 a causa dell’inquinamento atmosferico, contenuto nel Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria dell‘Agenzia europea dell’ambiente (Aea), è drammatico e lo è ancor di più rispetto al silenzio di chi Governa, a partire dall’attuale Ministro alla Transizione Ecologica che sta conducendo una battaglia contro il piano FitFor55 dell’Europa e l’auto elettrica , non firmando, tra l’altro la proposta, avanzata a Glasgow di mettere al bando le auto a combustione entro il 2040 a livello globale ed entro il 2035 nei principali mercati. Questo accade mentre tutte le grandi industrie automobilistiche internazionali, da Peugeot a Citroën a Volkswagen, stanno lavorando da oltre 10 anni alla conversione verso l’auto elettrica.

A ciò si aggiunga che questo Governo prevede, nel PNRR, la sostituzione dei treni regionali e degli autobus, nel nostro Paese, solo nella misura del 11% destinando una cifra irrisoria a quella che dovrebbe essere un’infrastruttura strategica per contrastare lo smog e tutelare la salute dei cittadini italiani. L’Italia avrebbe bisogno di un piano nazionale straordinario contro lo smog che parta proprio dal rafforzamento del trasporto pubblico, oggi lontanissimo dagli standard europei. L’Italia dispone di soli 223 chilometri totali di metropolitana, mentre la sola città di Madrid può contare su 290 chilometri di metropolitana.

La Fondazione Enel e The European House – Ambrosetti, sostengono che, con le attuali politiche sul clima, l’Italia raggiungerà i target europei con 29 anni di ritardo, perdendo 424 miliardi di euro. Riteniamo inammissibile il silenzio delle istituzioni di fronte a notizie come quella diffusa dall’Agenzia europea dell’ambiente: è evidente la necessità di cambiare direzione, da qui ai prossimi anni, l’Italia ne ha un disperato bisogno.

Eleonora Evi e Angelo Bonelli