fbpx

Cittadinanza italiana a Zaki, ma l’Italia continua avendere armi all’Egitto

Patrick Zaki

Ci riempie di speranza la decisione, assunta dal Senato, di chiedere al Governo di concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, ricercatore dell’università di Bologna, da oltre un anno in carcere in Egitto con l’accusa di propaganda sediziosa. Ci aspettiamo ora che il Ministro degli Esteri intervenga tempestivamente, adoperandosi per garantirne la scarcerazione.

Oggi sono emerse nuove accuse nei confronti dell’Egitto circa il caso Regeni, in particolare per la responsabilità dei servizi segreti egiziani, i quali, secondo le dichiarazioni di un testimone, raccolte dalla procura di Roma, sarebbero responsabili dell’assassinio di Giulio Regeni. A questo punto, le esportazioni di armi in Egitto, come le fregate militari, decise dal governo sono contro la legge e la nostra Costituzione. Un atto che si rende necessario è quello di bloccare la vendita di armi all’Egitto in quanto nazione che non rispetta i diritti umani.

Già in gennaio accanto ai genitori di Giulio Regeni, abbiamo presentato un esposto in Procura contro la vendita di armi al presidente egiziano al-Sisi. Tuttavia, pochi giorni fa, una seconda fregata militare è stata consegnata allo Stato egiziano. Siamo convinti della necessità, per una democrazia fondata sul rispetto dei diritti umani com’è la nostra, di interrompere qualsiasi tipo di rapporto con chi, quei diritti, viola sistematicamente. Riaffermiamo, pertanto, con forza, l’esigenza, ribadita anche dalla legge 185/1990, di dire basta alle esportazioni di armi verso Paesi che si macchiano di accertate gravi violazioni delle convenzioni sui diritti umani e annunciamo pertanto un nuovo esposto a integrazione di quello già presentato.

Angelo Bonelli

Firma la petizione