Su Ilva, bene il TAR. Nove anni di accanimento contro Taranto

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È un fatto importante la sentenza con cui il TAR di Lecce ha respinto il ricorso presentato da ArcelorMittal contro l’ordinanza firmata dal sindaco di Taranto, stabilendo così che gli impianti dell’Ilva dovranno essere spenti entro 60 giorni.

Ex Ilva è il simbolo del fallimento di quella politica italiana che, da quasi 9 anni, con un accanimento che dura dal 26 luglio 2012 e con 12 decreti Salva-Ilva che hanno sospeso i diritti costituzionali della popolazione tarantina senza risolvere nulla, ha cercato unicamente di garantire la continuità produttiva a una fabbrica che ha continuato a inquinare e a mietere vittime. Taranto ha il triste primato della più alta incidenza di malattie tumorali tra i bambini: indagini epidemiologiche hanno evidenziato come rispetto alla media regionale il 50% in piú dei bambini tra 0 e 15 anni si ammalasse di tumore e, di questi, il 21% non sopravvivesse alla malattia. Di fronte a questo dramma, la sentenza di oggi non è altro che il certificato di inadeguatezza rilasciato a una politica che ha legalizzato l’inquinamento e i decessi che ne sono derivati.

Da anni, noi Verdi siamo attivi con una soluzione che riteniamo l’unica attuabile per ex Ilva: la riconversione industriale che consentirebbe la bonifica, la salvaguardia della salute di lavoratori, bambini, donne e uomini di Taranto e il mantenimento dei posti di lavoro. La politica italiana ha dimostrato di non avere visione strategica del futuro anche dal punto di vista industriale se paragonata a quella di Bilbao, Ruhr e Pittsburgh dove imponenti progetti di riconversione industriale in chiave ecologica hanno permesso di rilanciare occupazione ed economia. Non possiamo più permetterci di perdere tempo: i fondi del Next Generation EU siano impiegati per garantire un futuro alle giovani generazioni, soprattutto a quelle di Taranto che hanno già pagato abbastanza.

Angelo Bonelli

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