Da oggi ripartono le trivellazioni. La moratoria su trivelle non ha più efficacia

trivellazioni

Mentre Beppe Grillo stava parlando con il premier Mario Draghi di ministero della Transizione ecologica, di fermare i cambiamenti climatici, di energie pulite e altro, in Italia le società petrolifere si sfregavano le mani perché da oggi riprenderanno a trivellare i nostri mari e i nostri campi.

Infatti da oggi non ha più efficacia la moratoria sulle trivellazioni a mare e a terra che fu decisa con l’art.11 ter del DL 135/2019, perché gli ex ministri Patuanelli e Costa – rispettivamente dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente – non hanno realizzato il piano sulle trivelle, denominato Pitesai, che, in base alla legge da loro stessi scritta e voluta, doveva essere presentato entro il 13 febbraio 2021.

Ci troviamo di fronte a un pasticcio compiuto da chi ha avuto 24 mesi per redigere il Pitesai e non lo ha fatto, mentre parlava e riempiva i giornali del ministero sulla transizione ecologica favorendo invece le fonti fossili e dando uno schiaffo alle energie rinnovabili.

Riprenderanno quindi 83 trivellazioni per la ricerche di idrocarburi, a partire da regioni come l’Emilia Romagna e la Basilicata, nel Mar Adriatico, Ionio e nel canale di Sicilia.

Mentre nel mar Adriatico, al largo di Rimini, si blocca un impianto offshore di produzione di energia eolica e si dice sì alle trivelle, resta senza risposta una domanda: perché Costa e Patuanelli non hanno elaborato il piano consentendo la decadenza del blocco delle trivellazioni?

Al nuovo ministro della transizione ecologica, prof. Roberto Cingolani, chiediamo di porre subito rimedio a questo pasticcio perché l’Italia non riuscirà a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 se continuerà a puntare sulle fonti fossili anziché sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

Angelo Bonelli