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Un manager ENI non può gestire il tavolo ambiente del G20

ENI

Non è certo una bella notizia quella che un manager dell’ENI sarebbe stato scelto da Palazzo Chigi come referente del tavolo “Ambiente ed energia” per il G20 Ambiente, clima e energia

Potrebbe sembrare uno scherzo riuscito male ma, stando alle notizie di stampa, potrebbe essere questa la scelta del Governo nell’anno della presidenza italiana del vertice. Se confermata, sarebbe una notizia di una gravità assoluta che porrebbe la pieta tombale nell’impegno alla lotta al cambiamento climatico del nostro Paese.

Scegliere un manager dell’ENI, uno dei più grandi inquinanti a livello mondiale per emissioni di CO2, per il tavolo “Ambiente ed energia” sarebbe la fotografia perfetta e drammatica di tutto ciò che va male in questo Paese in termini di ecologismo. Coinvolgere un’azienda del calibro di ENI, con tutti gli interessi nel mercato dei fossili e gli impatti negativi sul clima che ne conseguono, da parte del Governo sarebbe a dir poco vergognoso.

Dopo aver assistito per mesi a proclami e slogan green, lo scenario che si sta definendo non è conseguente alle promesse. Una politica che a favore di telecamera sventola la bandiera dell’ambientalismo e poi va a braccetto con i petrolieri non potrà mai attuare la rivoluzione energetica che rappresenta l’unica svolta perseguibile per il Paese in termini ambientali, economici e occupazionali. Per questo, chiediamo al Governo di scegliere, per il ruolo di referente ambiente italiano nel G20, una personalità con competenza e storia ecologista.

Matteo Badiali ed Elena Grandi