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Non chiamatelo maltempo, ? crisi climatica. Bisogna mettere in sicurezza il Paese

Crisi-climatica

Il nostro Paese continua a subire eventi meteorologici estremi, che siano alluvioni o incendi, questi si abbattono su tutta la penisola, conseguenza di una crisi climatica devastante che va affrontata immediatamente. E ancora tutti si ostinano a chiamarlo maltempo, mentre si tratta delle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Tra le prime cause dei disastri di queste ore c’? il riscaldamento climatico che in Italia purtroppo causa danni maggiori e spesso tragedie a causa del l’eccessivo consumo del suolo. Infatti a livello nazionale, secondo i dati dell’ultimo rapporto Ispra, e’ in progressivo avanzamento rispetto agli anni precedenti; nel 2019 si ? toccato il tetto massimo di consumo suolo, ben 354,51 metri quadrati per abitante, con un incremento di piu’ di 2 metri quadrati rispetto al 2018 a livello nazionale.

Nello specifico gli incrementi maggiori, indicati dal consumo di suolo netto in ettari dell’ultimo anno, sono avvenuti nelle regioni Veneto (con 785 ettari in piu’), Lombardia (+642 ettari), Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia-Romagna (+404). La Sicilia paga questo eccesso con i numerosi incendi che dilagano nelle zone boschive, come quello che sta in questo momento dilaniando la provincia di Palermo. La politica, del Governo e delle Regioni, di fronte a queste evidenze deve prenderne subito atto e agire per tutelare il territorio e i suoi cittadini. Le amministrazioni non possono continuare a aggredire il territorio tra lottizzazioni, asfalto e abusivismo edilizio, perch? il suolo ? una risorsa non rinnovabile. Approfittiamo delle risorse europee del Recovery Fund per mettere in sicurezza il territorio italiano.

Angelo Bonelli