Pi? che in nuove grandi opere come il TAV, occorre investire in piccoli e medi interventi di manutenzione e potenziamento delle infrastrutture esistenti, privilegiando le reti ferroviarie regionali, le tramvie e le metropolitane nelle grandi citt?, con un investimento di almeno 6 miliardi di euro sul trasporto pubblico.
Il TAV, che non ? ancora cominciato se non nei sondaggi geognostici, oltre a essere fortemente impattante sulla Val di Susa, ? inutile e anacronistico. Il tunnel che si vorrebbe realizzare non ? utile a migliorare la situazione dei trasporti merci e passeggeri sulla linea Lione-Torino e, soprattutto, a parte i considerevoli impatti ambientali, non contribuirebbe di per s? n? a ridurre il traffico su gomma n? a rispondere alla necessit? di migliorare la situazione del trasporto ferroviario intorno a Torino e in Piemonte entro tempi ragionevoli e costi sostenibili.
Il nostro NO al TAV ? dunque un S? a interventi sulla linea attuale e sulle politiche di tariffazione del trasporto merci su gomma capaci di incentivare e produrre effetti positivi e di lungo termine sull?offerta ferroviaria su quella tratta e, inoltre, di risolvere le criticit? del nodo di Torino e di ridurre in modo sostanziale l?esborso di denaro pubblico nei prossimi anni.
Detto questo, non possiamo esimerci dal porci alcune domande fondamentali, che riguardano il Paese intero: come vivono, ogni giorno, le migliaia di pendolari che si spostano sulle reti ferroviarie esistenti? Quanto tempo ? necessario per raggiungere Roma da Reggio Calabria a fronte delle tre ore che separano Roma da Milano? Quanti chilometri e quante linee di metropolitana possiede Roma rispetto ai 294 chilometri di Madrid?
? da queste domande che muove la nostra proposta, inserita in Finanziaria Climatica di destinare almeno 6 miliardi di euro al trasporto pubblico, con il duplice vantaggio di ridurre gli spostamenti su mezzi di trasporto privati, limitando sia il traffico che le emissioni.


