È incomprensibile la polemica sulla proroga dell’ecobonus edilizio: non solo è necessaria ma è uno strumento che da solo può rilanciare l’economia nel nostro Paese, produrre nuovi posti di lavoro e dare un contributo determinante alla lotta alla crisi climatica. L’ecobonus edilizio sarà il volano per una delle opere più imponenti di conversione del patrimonio edilizio in Italia, per questo dire no è sbagliato.
Ricordiamo che gli investimenti veicolati dalle misure di incentivazione fiscale legati alle norme sulle ristrutturazioni edilizie hanno avuto e continuano ad avere un rilevante impatto sull’occupazione: nel 2018 hanno coinvolto 426.745 occupati, dei quali 284.497 diretti e 142.248 nell’indotto. In venti anni, le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 292,7 miliardi di euro. Il dato a consuntivo per il 2017 indica un volume di investimenti pari a 28.106 milioni di euro veicolati dagli incentivi, riconducibili a 3.724 milioni di euro per la riqualificazione energetica e a 24.382 milioni di euro per il recupero edilizio.
Non capiamo, a questo proposito, la posizione critica del PD di Zingaretti sulla proroga del superbonus edilizio. Questa, insieme alla battaglia che sta facendo contro le pale eoliche di Rimini, contrassegna il PD come il partito del NO all’ecologia. La pandemia ci ha messo di fronte alla fragilità del nostro ecosistema: una lezione che non è possibile sprecare. Il primo passo da compiere è certamente quello di prevedere in Legge di Bilancio la proroga almeno fino al 2023 dell’ecobonus al 110%, misura di cui noi Verdi siamo stati promotori fin dal 2006 quando questo tipo di incentivo fu introdotto per la prima volta.
Siamo convinti che gli ecobonus rappresentino un passaggio fondamentale per il Paese e che, con le opportune spiegazioni circa i passaggi poco chiari che contraddistinguono la norma, si possa allargare la platea dei possibili utilizzatori. Si tratta di una misura strategica per mettere in sicurezza i nostri fragili e bellissimi centri storici, per favorire la transizione ecologica oggi messa a rischio da edifici poco efficientati e per ridurre gli effetti della pandemia sull’economia.
Angelo Bonelli


