È una follia destinare miliardi agli armamenti mentre gli stipendi restano fermi, la sanità pubblica è in affanno e la crisi climatica provoca siccità, incendi ed eventi estremi che colpiscono cittadini e imprese.
La corsa al riarmo e l’obiettivo del 5% del Pil non renderanno il mondo più sicuro. Stanno alimentando un’escalation militare che favorisce soprattutto gli interessi dell’industria bellica, a partire da quella americana. Nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto i 2.888 miliardi di dollari e, nello stesso tempo, sono aumentati i conflitti, la povertà e la fame nel mondo. È la dimostrazione che più armi non significano più pace.
Meloni e Tajani scelgono di investire nelle armi invece che nel lavoro, nella sanità, nella scuola e nella transizione ecologica. L’Italia ha bisogno di sicurezza sociale, diplomazia e cooperazione internazionale, non di una nuova e costosissima corsa agli armamenti.»
Lo scrive in una nota Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde


