«Il ministro presenta come una garanzia le visite mediche ogni due anni dopo i 65 anni, ma esistono già. Per i mezzi sopra le 20 tonnellate la visita è addirittura annuale, e oggi il limite è 68 anni. L’unica vera novità è che si resta più a lungo alla guida, in uno dei lavori più gravosi in assoluto: turni notturni, sonno spezzato, vibrazioni, settimane lontano da casa.
Parlare di scelta volontaria, con salari bassi e imprese a caccia di autisti, è una presa in giro. E non è in gioco solo la salute dei lavoratori: un malore alla guida di un tir da 40 tonnellate o di un autobus pieno di studenti e pendolari riguarda tutti.
Lo stesso governo che promette l’uscita a 64 anni per alcuni lavoratori chiede a chi guida camion e autobus di restare al lavoro sei anni di più. La carenza di autisti si risolve con salari dignitosi, orari umani, aree di sosta sicure e formazione gratuita per i giovani, non spremendo chi ha già dato tutto. Il governo ritiri la proposta e riconosca questo lavoro come usurante, con il diritto ad una giusta pensione .»


