«E’ un golpe contro il parlamento la volontà della maggioranza di ricorrere contro la decisione del presidente della giunta per le autorizzazioni On.Devis Dori di rendere consultabili ai membri della commissione le chat Del Mastro/Carrocci. Il Parlamento ha il diritto e il dovere di conoscere gli atti sui quali è chiamato a pronunciarsi. Il precedente pericoloso non è permetterne la consultazione, ma tentare di sottrarli alla valutazione dei membri della commissione parlamentare. Vogliono imbavagliare il Parlamento e trasformare le istituzioni in uno scudo a protezione degli esponenti del governo. È evidente che qualcuno nella maggioranza conosce il contenuto delle chat e non vuole che la magistratura e il parlamento facciano chiarezza.
È la solita logica della casta: considerarsi intoccabili e impedire che venga fatta piena luce. Quello di Giorgia Meloni si conferma il governo dell’impunità, insofferente a ogni forma di controllo democratico previsto dalla Costituzione. Il Parlamento non è un notaio della maggioranza e non può essere espropriato delle proprie prerogative. Ci sono precedenti che hanno portato alla consultazione di atti e mi auguro che il presidente Fontana impedisca questo vergognoso tentativo di silenziamento delle prerogative del parlamento da parte di una maggioranza che vuole difendere solo i suoi interessi».
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.


