Fakir, AVS: serve indagine indipendente, applicate norme della circolare di Ps dello scorso maggio ?

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Interrogazione a Piantedosi e Nordio

Roma, 21 lug.- “Serve fare piena luce sulle cause di morte di Abderrahim Fakir e affidare le indagini ad una autorità indipendente secondo le norme CEDU”. Lo chiede il Capogruppo AVS in Commissione affari costituzionali Filiberto Zaratti in una interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia sottoscritta dai leader Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, dalla capogruppo Luana Zanella e da tutti e tutte i deputati/e del Gruppo.

Spiega Zaratti: “Abderrahim Fakir aveva 42 anni, viveva in Italia da quando aveva sette anni, e domenica al Pilastro, quartiere periferico di Bologna, è morto mentre veniva immobilizzato a terra da due poliziotti. presenti mentre Fakir veniva immobilizzato a terra; non pare che siano state correttamente applicate le norme tecniche per la gestione delle persone non collaborative previste in una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza dello scorso maggio le quali prevedono di non prolungare la posizione prona e la compressione del torace, per i rischi al sistema cardiaco
e agli organi respiratori e che, in attesa dell’intervento dei sanitari, la persona deve essere messa in posizione laterale.
La procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento sono coinvolte sei persone: i due agenti che hanno tenuto fermo Fakir e quattro operatori sanitari che erano presenti mentre Fakir veniva immobilizzato a terra. Secondo quanto si apprende sarebbe stata infatti applicata la norma prevista dal decreto ‘Sicurezza’ dello scorso febbraio la quale permette di non indicare una persona nel registro delle notizie di reato quando ‘appare evidente’ che ha compiuto il fatto su cui si sta indagando in presenza di una ‘causa di giustificazione’. Il testo non parla di agenti di pubblica sicurezza ma è evidente che a loro si riferisce, prevedendo anche l’eventuale iscrizione in un altro registro, detto ‘annotazione preliminare’, di fatto uno scudo penale per gli agenti. Questo è il primo caso noto in cui viene applicata la norma contro la quale ci siamo duramente opposti in parlamento. Ricordiamo che secondo la giurisprudenza della Corte Europea per i diritti dell’uomo nei casi di decessi durante fermi o operazioni di polizia le indagini devono essere condotte da un organo totalmente indipendente e non dagli stessi colleghi delle persone coinvolte; inoltre,
i parametri europei impongono che l’uso della forza durante un fermo debba essere strettamente necessario e proporzionato, valutando se le tecniche di immobilizzazione utilizzate o altre norme come quella sullo scudo penale per gli agenti, abbiano violato la tutela della persona. Perciò pretendiamo indagini indipendenti e la verità per la morte di giovane uomo”, conclude Zaratti.