“Un plauso sincero al Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri di Caserta e al Comando provinciale di Napoli, che con il loro lavoro hanno scoperchiato una realtà vergognosa per il nostro Paese: braccianti, prevalentemente indiani e irregolari, pagati 3 euro l’ora per turni fino a 14 ore, lasciati nei campi persino durante lo spargimento di pesticidi, senza protezioni né riposo settimanale”, dichiara Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente AVS, che spiega:
“Non è un caso isolato, è un sistema. E i sistemi si combattono con i controlli, che richiedono risorse. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha una dotazione organica di 7.776 unità ma solo 5.176 dipendenti effettivamente in servizio: un vuoto di oltre 2.600 posti. Il Governo Meloni interviene tardivamente e in maniera insufficiente a colmare un gap strutturale che dura da anni, mentre nei campi si continua a sfruttare e a morire. Non bastano gli annunci: servono ispettori sui territori, serve un piano straordinario e strutturale, servono percorsi di regolarizzazione per chi lavora in condizioni di ricatto perché privo di documenti, perché è proprio l’irregolarità a renderli ricattabili e sfruttabili.”
“La schiavitù del lavoro nero, il caporalato, non è un fenomeno residuale: è una piaga che attraversa l’agricoltura italiana da nord a sud. Non possiamo permetterci un’economia che si regga sullo sfruttamento di esseri umani.” Conclude


