«La conclusione del Consiglio europeo è una sconfitta su tutti i fronti per Giorgia Meloni e per la linea del suo governo. La richiesta italiana di sospendere o depotenziare il sistema ETS non è stata neanche presa in considerazione. Al contrario, i leader europei hanno ribadito che l’ETS è uno strumento essenziale per la sicurezza energetica e l’autonomia strategica dell’Europa.
È una bocciatura politica netta: mentre il governo continua a indicare l’ETS come il problema, l’Europa conferma che il vero nodo è la dipendenza dal gas e dai combustibili fossili. Anche sulle misure di breve periodo il messaggio è chiaro: devono essere mirate e temporanee, senza alterare i segnali di prezzo che orientano gli investimenti sulle rinnovabili. Esattamente l’opposto del decreto bollette del governo.
A questo si aggiunge il decreto carburanti, una presa in giro: 25 centesimi per 20 giorni pagati dai contribuenti, mentre i petrolieri continuano a fare profitti. Ieri l’ad di Eni ha annunciato un dividendo straordinario per il caro greggio e gas causati dalla guerra. Il punto politico è evidente: il governo Meloni ha scelto di non tassare gli extraprofitti delle società energetiche e di difendere un modello basato sul gas facendo pagare il caro a famiglie e imprese italiane bloccando le rinnovabili. Investire davvero sulle rinnovabili è l’unico modo per abbassare strutturalmente il costo dell’energia e garantire sicurezza al Paese. Meloni è patriota a Washington e straniera in Italia».
Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde


