«Le affermazioni del ministro Piantedosi sugli scontri di Torino sono gravi perché rovesciano la realtà dei fatti e cancellano le responsabilità politiche di chi aveva il dovere di prevenire quelle violenze. Nessuno ha mai messo in discussione che la responsabilità penale sia individuale: chi aggredisce un agente va perseguito senza esitazioni. Ma la responsabilità di chi doveva impedire che quei fatti accadessero non può essere rimossa con una formula retorica».
«Piantedosi dimentica – o finge di dimenticare – che era prefetto di Roma quando, nel 2020, le manifestazioni sovraniste e no vax portarono blindati dati alle fiamme e agenti feriti. Era prefetto di Roma nel 2021 quando ci fu l’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil, con devastazioni annunciate e violenti ben conosciuti, e non fu fatto nulla per impedirlo. Oggi è ministro dell’Interno e ancora una volta a gruppi violenti, noti e monitorati, è stato consentito di agire senza fermarli.».
«Dire che chiamare in causa lo Stato significhi “assolvere i colpevoli” è un artificio polemico. Noi non assolviamo i criminali. Chiedo perché il ministero degli Interni, che conosceva quei soggetti e quelle dinamiche, non sia intervenuto prima. La prevenzione è un dovere, non un’opinione».
«Usare gli scontri per giustificare nuove strette autoritarie, scudi penali o scorciatoie repressive, dopo aver fallito sul piano della prevenzione, è inaccettabile. La sicurezza si garantisce fermando i violenti prima che colpiscano, non togliendo diritti a cittadini onesti e pacifici ».
Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.


