Con un colpo di mano inserito nella manovra di bilancio, il governo Meloni decide di tagliare del 50% la prima mensilità di rinnovo dell’Assegno di inclusione. Una scelta grave, cinica e socialmente irresponsabile, che colpisce le persone più fragili del Paese: famiglie in povertà, disoccupati, anziani e soggetti non occupabili.’ Così in una nota Angelo Bonelli parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde
‘Dopo aver cancellato il Reddito di cittadinanza e aver promesso “inclusione” e “dignità”, il governo Meloni dimostra ancora una volta che la sua manovra è costruita contro chi ha meno. Prima eliminano la sospensione di un mese dopo i 18 mesi di fruizione, poi introducono una penalizzazione secca: metà assegno nel primo mese di rinnovo. Un taglio mascherato, fatto sulla pelle di chi già vive in condizioni di estrema difficoltà.
Questa è la vera cifra politica della legge di bilancio: nessun intervento strutturale contro la povertà, nessun investimento serio su lavoro, salari e welfare, ma solo risparmi ottenuti colpendo i più deboli, mentre si continuano a proteggere rendite, extraprofitti e grandi interessi economici.
È una manovra ingiusta e sbagliata, che aumenta le disuguaglianze sociali e alimenta la deprivazione. In un Paese in cui milioni di persone non riescono a curarsi, a pagare le bollette o a garantire un pasto adeguato ai propri figli, tagliare l’Assegno di inclusione è una scelta politicamente e moralmente inaccettabile.
Il governo Meloni si assuma la responsabilità di questo ennesimo attacco allo Stato sociale.’ conclude Bonelli


