Zanoni (Europa Verde): “Liguria e Lombardia calpestano la legge e la biodiversità. Fringuelli e storni non sono bersagli, ma patrimonio di tutti”

caccia

“Con le recenti delibere di Liguria e Lombardia, siamo di fronte a un attacco senza precedenti alla fauna selvatica protetta. Fringuelli e storni, specie tutelate dalla normativa europea e nazionale, vengono trattati come fauna da divertimento. È una vergogna istituzionale e un pericoloso precedente”, dichiara Andrea Zanoni, Coordinatore nazionale dell’Osservatorio Tutela Animali di Europa Verde e consigliere regionale in Veneto.
“La Delibera della Conferenza Stato-Regioni n. 87 del 12 giugno 2025, che ha autorizzato il prelievo in deroga di 581.302 fringuelli e 230.242 storni a livello nazionale, ha aperto la strada a decisioni regionali che Zanoni definisce «scellerate e inaccettabili»” Prosegue Zanoni, che spiega:
“In Liguria, la Giunta Bucci ha approvato la delibera n. 335 del 10 luglio 2025, autorizzando l’abbattimento di 25.984 fringuelli e 11.058 storni per “motivi tradizionali e gastronomici”. «È inaccettabile giustificare la caccia con ricette di cucina o richiami folkloristici. La fauna selvatica non è un ingrediente da menù, ma un bene indisponibile dello Stato, come stabilito dalla Legge 157/1992», attacca Zanoni.
In Lombardia, la Giunta Fontana ha approvato la DGR n. 4714 del 14 luglio 2025, che consente il prelievo in deroga di 97.637 fringuelli e 36.552 storni, «La Lombardia ha scelto di ignorare il principio di precauzione e le sentenze della Corte di Giustizia UE, che vietano deroghe basate su motivazioni ricreative o tradizionali. È un atto grave, che espone la Regione a responsabilità legali e morali», prosegue Zanoni.
Queste deroghe violano apertamente la Direttiva Uccelli 2009/147/CE, che consente eccezioni solo in casi documentati, per piccole quantità, con controlli rigorosi e in assenza di alternative. «Nessuna di queste condizioni è rispettata. Le cifre sono enormi, le motivazioni inconsistenti, e le alternative esistono eccome: altre specie cacciabili sono già disponibili», sottolinea Zanoni.
«Ci troviamo davanti a un vero e proprio baratto politico sulla pelle degli animali selvatici. È inaccettabile che le Regioni trattino fringuelli e storni come merce da spartire, ignorando la volontà della maggioranza dei cittadini, che condanna queste pratiche crudeli e anacronistiche”, conclude Zanoni:
“Europa Verde chiede l’immediato ritiro delle delibere regionali e l’intervento del Ministero dell’Ambiente e della Commissione Europea per fermare questa deriva.”