Ponte sullo Stretto, Bonelli: “Attacchi indecenti alla CGIL da chi si accinge a sperperare 15 miliardi di euro”

ponte sullo stretto

«Trovo inaccettabili e profondamente irresponsabili gli attacchi della Lega e di esponenti del governo Meloni che, invece di rispondere nel merito, non trovano di meglio da fare che attaccare la CGIL, rea di preoccuparsi che i soldi degli italiani siano spesi per opere utili. Il Ponte sullo Stretto è un’opera di cui da tempo sottolineiamo le gravi criticità tecniche, ambientali, normative e sociali».

Ad affermarlo è Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:

«Va inoltre ricordato il rischio concreto che la realizzazione del Ponte sullo Stretto, come affermato anche dalla procura distrettuale antimafia, diventi terreno fertile per interessi criminali. Intorno al progetto si muovono interessi mafiosi concreti: espropri riconducibili a famiglie della ’ndrangheta e di Cosa Nostra, terreni destinati a cave e depositi acquistati da soggetti vicini ai clan, contatti con politici locali e un protocollo di legalità che – nonostante le promesse – ancora non esiste. A peggiorare il quadro – prosegue Bonelli – vi sono le procedure accelerate dal MIT che hanno escluso organismi tecnici fondamentali dello Stato come ISPRA, INGV, ANAC, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e l’Autorità dei Trasporti».

«Il progetto del Ponte resta un gigantesco bluff da 15 miliardi di euro che sottrae risorse al Sud» – conclude.