Bonelli: “Politiche per la difesa? Sì, ma dalla crisi climatica. No ai ladri di futuro”

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L’emergenza climatica è scomparsa dal dibattito politico e, di conseguenza, dalle azioni del governo. È sparita anche dal servizio pubblico, in palese violazione del contratto di servizio.
Mentre assistiamo all’ennesimo — e ampiamente prevedibile — disastro causato da un evento meteo estremo nel Nord Italia, la destra italiana e globale ha sabotato le politiche per il clima, costruendo una narrazione tossica che parla di “ecofollie”, quando la vera follia è non fare nulla per evitare il disastro climatico.

“Trump e Meloni sono alleati per riaprire le centrali a carbone, andare a tutto gas e fermare le rinnovabili: quello che fanno è un furto di futuro ai danni delle future generazioni.”
Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

“La vera politica di difesa non è quella fatta con le armi, ma quella che investe nella sicurezza contro gli effetti del cambiamento climatico.
Secondo il rapporto Climate Risk Index di Germanwatch, tra il 1993 e il 2022 l’Italia è risultata il quinto Paese più colpito al mondo, con circa 38.000 decessi. Peggio solo Dominica (al primo posto), seguita da Cina, Honduras e Myanmar.

Come si legge nel rapporto: “L’Italia si colloca al quinto posto negli ultimi 30 anni soprattutto a causa dell’elevato numero assoluto e relativo di vittime. La scienza climatica mostra comunque in modo chiaro che il cambiamento climatico aumenta il rischio per entrambe le categorie e contribuisce a trasformare eventi estremi non comuni in minacce continue, creando una ‘nuova normalità’.” Conclude Bonelli