“C’è una questione strategica che troppo spesso viene ignorata ma che riguarda il cuore del futuro del nostro Paese: l’autonomia dell’università e della ricerca. Parliamoci chiaro: oggi in Italia la ricerca non è libera. Sta diventando terreno di conquista di fondi di investimento e interessi privati, in particolare legati all’industria militare. E la cosa grave è che questa deriva non viene solo dalla destra: le responsabilità stanno anche nel campo del centrosinistra, anche se noi – come Verdi e Sinistra – quelle scelte non le abbiamo mai condivise né sostenute.” Così Angelo Bonelli nel suo intervento al convegno “La grande espulsione. Basta tagli alla ricerca”, svoltosi oggi a Roma.
“In Italia c’è un patrimonio straordinario di competenze che vive in condizioni di precarietà cronica: ricercatori e ricercatrici senza alcuna garanzia sul futuro, trattati come pedine da spostare a seconda delle convenienze politiche o economiche del momento. È una condizione non solo profondamente ingiusta, ma anche miope: perché danneggia il futuro di chi lavora nella ricerca, ma anche quello dell’Italia intera.”
“Voglio denunciare una dinamica gravissima. Oggi il polo universitario più grande è Multiversity, che riunisce le università private telematiche ed è di proprietà di un fondo d’investimento. A presiederlo è Luciano Violante, ex Presidente della Camera, che guida anche la Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine, il principale polo industriale militare del Paese. Un’altra fondazione legata a Leonardo, la Med-Or, è guidata da Marco Minniti, anche lui ex esponente del PD. Questo intreccio tra industria militare e università è pericoloso: a decidere il futuro della ricerca non sono più i ricercatori e le università pubbliche, ma soggetti mossi da logiche di profitto e controllo strategico.”
“E mentre questo avviene, le spese militari continuano a crescere. Con l’ultima legge di bilancio si è arrivati a 32 miliardi, con un +7%, ma se si includono gli investimenti strategici per l’industria militare – tra F-35, Eurofighter, sistemi radar, commesse navali – la cifra arriva a 73 miliardi. Solo tra F-35 ed Eurofighter avremo in dotazione ben 232 caccia.”
“Ci troviamo così in una situazione paradossale: mentre si investe in armi, si taglia sulla ricerca pubblica, sull’università, sull’innovazione. Noi non siamo quelli dei “fiorellini nei cannoni”, come qualcuno ama etichettarci con superficialità. Siamo quelli che credono in un’idea di sicurezza e stabilità fondata sull’indipendenza energetica, sulla transizione ecologica e sulla forza sociale ed economica dell’Europa.”
“Vogliamo un’Italia che investa in ricerca pubblica, sostenibilità, autonomia energetica e innovazione tecnologica. Come Alleanza Verdi e Sinistra ci candidiamo a costruire un’alternativa, e diciamo con chiarezza ai nostri alleati e a tutto il campo progressista che su due battaglie non si può arretrare: la difesa dell’autonomia dell’università e della ricerca, che deve restare pubblica e libera, e la fine della precarietà, che non è solo una questione individuale, ma un danno sistemico per il futuro del nostro Paese.”
“Su questo – conclude Bonelli – ci giochiamo la nostra credibilità. E su questo lavoreremo con determinazione, ogni giorno.”


